Cosa vedere in tre giorni a Marrakech: dalla storia al divertimento

COSA FARE E QUANDO:

  • Visitare il Jardin Majorelle: una villa con giardino curatissimo sgargiante di colori che riunisce stile andaluso a design moderni. Qui sono cosparse le ceneri di Yves Saint Laurent. Si trova nella nouvelle ville, 10 minuti in auto dalla Medina
  • Godersi il tramonto da una terrazza bar in piazza Jamaa el Fna: è la piazza più grande d’Africa tutelata dall’Unesco
  • Visitare il souk, soprattutto quello nella zona ebraica, Mellah: i venditori di spezie sono meno insistenti
  • Visitare i palazzi storici e le rovine: Palais de Bahia, le tombe Saadiane, palais el Badi. Perdetevi in un’atmosfera decadente ma variopinta
  • Vivere la nightlife della Nouvelle Ville: si può raggiungere in taxi (mai pagare più di 70 dhr) o a piedi, è vicinissima alla Medina ma andate in compagnia che non si sa mai

Marrakech ha due anime. Una è quella tradizionalista, islamica, contenuta dentro le mura della Medina. Qui ci sono i tradizionali mercati di spezie e di pellame, si possono visitare le concerie, i minareti invitano alla preghiera ogni ora con le urla del muezzin, i palazzi sono decadenti ma portano i segni dei fasti passati. I vicoli sono piccoli e tortuosi, è facile perdersi tra gli ambulanti e alle 22 tutto si spegne: non è possibile bere alcol se non in pochi locali (La Salama, in piazza Jamaa El Fna vi stupira per design ed eleganza), le donne sono tutte velate (escluse le turiste) ma si respira la vera aria marocchina. Si può visitare tutta in due giorni senza problemi: le distanze sono sempre a portata di camminata, non serve mai prendere il taxi. Vi consiglio quindi di prenotare qui il vostro Riad: ce ne sono di meravigliosi a prezzi stracciati, controllate però che siano dentro alla Medina. Io ho usato Air bnb e ho pagato 20 euro a notte con colazione compresa.

La seconda anima è invece quella che si trova nella nouvelle ville, zona distaccata di qualche chilometro dalla Medina, dove si può trovare ogni genere di divertimento modaiolo: dal Budda bar con tanto di ballerine osé alle discoteche come il Pacha e il Theatre. Da qualche anno questa è diventata la sede delle principali fashion blogger, che si ritirano nel famoso hotel La Mamounia a scattare foto nell’hammam o nel suo splendido giardino. Per raggiungerla, di sera, è meglio prendere il taxi perché si attraversano zone poco conosciute di Marrakech, ma non appena ci si entra c’è una movida irripetibile. Entrambe le facce appartengono alla stessa città: per conoscere veramente Marrakech bisogna vederle entrambe, seppur emergano pesanti e strane contraddizioni.

In realtà c’è pure un terzo aspetto di Marrakech assai singolare: i suoi gatti. Tutti rossicci con gli occhi rovinati dal sole si trovano ovunque e sono i veri padroni della città. Dormono sulle bancarelle, si fanno accarezzare, giocano con i resti del mercato, mangiano dai ristoranti e dai turisti. Godetevi le loro espressioni buffe in tutta la città.

 

Primo giorno

Consiglio la visita al mattino, di buon ora, al Jardin Majorelle. Coloratissimo e stiloso, sede perfetta per foto alla moda e per conoscere meglio la storia di Yves Saint Laurent, che proprio qui ha voluto cospargere le sue ceneri. Il colore predominante è il blu, come il suo creatore, Blu Majorelle per l’appunto. Il biglietto d’ingresso costa 70 dhr, come ogni attrazione a Marrakech, circa 7 euro. E’ sempre preso d’assalto dai turisti e spesso si crea la coda per entrare, per questo è meglio arrivarci il mattino presto.

Vi consiglio poi di rientrare alla Medina, per godervi il souk e i suoi vicoli stretti e tortuosi. Quì è un’esplosione di colori ed odori di spezie, ma non solo: se vi portano in visita alle concerie ricordatevi di portare con voi un rametto di menta per mitigare la puzza della pelle in lavorazione. Difficile dire dove andare, lasciatevi trasportare dalla vivacità dei suoi abitanti, che cercheranno in ogni modo di portarvi dentro ai negozi. Le regole base sono tre: contrattate fino allo sfinimento, non fatevi accompagnare da nessuno in giro per la città perché altrimenti alla fine vi chiederanno i soldi come guida (sono ladri, arrivano a chiedere cifre mostruose tipo 150 dhr per qualche ora) e se potete preferite il souk ebraico, dove si può ancora visitare la sinagoga anche se gli ebrei sono pochissimi visto che sono stati tutti cacciati, dove i commercianti sono meno insistenti.

Prima del tramonto andate in piazza Jamaa el Fna. Vi attenderanno tantissime bancarelle per cenare in strada con tajin e cous cous a prezzi economici. Questa piazza è tutelata dall’Unesco perché la più grande d’Africa e perché invita alla convivialità. Osservate i tanti artisti di strada che cercheranno di scroccarvi soldi mostrandovi animali e strumenti musicali, godetevi la vista imponente della moschea Koutoubia con i suoi giardini incantati (impossibile entrarci per i non mussulmani) e poi bevete un the alla menta dalle tante terrazze che si affacciano sulla piazza principale. Qui si trova anche l’unico bar che serve alcol e cocktail prelibati (anche se costosi: si parte da 100 dhr) con shishà da fumare: si chiama la Salama e l’ultimo piano è uno spettacolo di piante rampicanti che vi incanterà. Non abbiate paura di attentati o altro: Marrakech è sicurissima. Potete fare tardi e tornare a piedi nel vostro riad.

Secondo giorno

Dedicate il tempo necessario ai grandi palazzi e alle rovine della Medina. Il tempo di visita è di circa un’ora per ogni palazzo e il costo per ognuno è di 70 dhr per i non residenti in Marocco (per loro invece solo 20 dhr). Tutti chiudono alle 17, quindi iniziate il vostro tour di mattina.

Il palazzo più bello è sicuramente Palais de Bahia. Un palazzo del 19° secolo in stile andaluso moresco, coloratissimo, pieno di giardini, fontane e di pareti decorate. Al suo interno ci hanno abitato le varie famiglie legate al sultano del Marocco fino a che Abd al-Aziz ne ordina il saccheggio.

A pochi minuti dal palazzo de Bahia sorge il palazzo El Badi. Ormai ridotto in rovina, le sue mura sono diventate il nido perfetto per tantissime cicogne. All’interno del grande complesso però si possono ancora ammirare le piscine, il giardino, le segrete e un belvedere. Fu costruito dal sultano saudita Ahmed al-Mansur Dhahbi nel 1578.

Sempre di origine saudita sono le tombe Saadiane, un mausoleo che è un vero spettacolo di architettura e decorazioni direttamente su marmo di Carrara, oro e legno di cedro. Un lavoro certosino completamente ristrutturato e risplendente, seppur diviso in sole tre stanze. Nella più famosa e bella è custodito il corpo del sultano Ahmed al-Mansur Dhahbi e di suo nipote.

Nel mio viaggio avrei voluto visitare anche il palazzo Madrasa di Ben Youssef, ma sarà chiuso per i prossimi due anni per ristrutturazione.

La sera godetevi la nightlife della Nouvelle Ville, i suoi ristoranti alla moda e le sue discoteche. Partite con un aperitivo all’interno de La Mamounia hotel, visitabile anche da chi non pernotta all’interno gratuitamente (è a pagamento solo l’hammam e le piscine). Cenate poi al Budda Bar o a Le Comtpoir, e andate a ballare al Pacha o al Theatre. Attenzione perché qui i prezzi salgono vertiginosamente: un cocktail costa almeno 15 euro e una cena almeno 40. Dove ci sono belle donne, e anche molta prostituzione d’alto bordo, tutti diventano occidentali e spendaccioni.

Terzo giorno

Dedicatelo alle cose più divertenti e spettacolari di Marrakech. Prenotate un giro in quad nel deserto di Agafay (lasciate stare l’oasi più vicina de Le Palmery, nulla di caratteristico e una trappola per turisti). Il deserto di Agafay dista circa un’ora e durante il giro in quad, che deve durare almeno 2 ore e mezzo, potrete osservare panorami di roccia scavata immensi, sassi colorati, tende di beduini e l’immensità del deserto. Contrattate per il prezzo del tour nei vari negozi che trovate in Medina: non spendete più di 300 dhr a testa.

Completate la giornata di relax con un bell‘hammam marocchino. Quasi ogni Riad possiede la sua Spa, ma potete trovarne anche in centro a ingresso a pagamento. I prezzi non sono bassissimi se si cerca la qualità: dai 100 dhr ai 300 per un massaggio. Ma il relax è assicurato.

Infine cenate in uno dei ristoranti fashion della Medina, osservando dalle varie terrazze i tetti colorati e i minareti di Marrakech. Ve ne consiglio tre: Nomad, Le Jardin e Café des Epices. Sono eleganti, caratteristici e a buon mercato. Ma, ahimé, dite addio a birra e vino.

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