Dai campi di grano al bicchiere: la ciclabile della birra in Polesine

A volte non serve fare viaggi lunghi per immergersi nella meraviglia. Anche la provincia di Rovigo, il Polesine, nasconde panorami preziosi. Anche intorno alla città. Oggi, quindi, vi porterò alla scoperta del percorso della birra: lo chiamo così proprio perché per arrivare a degustare dell’ottima birra artigianale, a Lendinara, si passa attraverso campi di grano e orzo, ingrediente fondamentale della bevanda ghiacciata più buona del mondo. Tant’è che il loro colore dorato è proprio quello che rende ancora più preziosa la birra artigianale, in questo caso sapientemente elaborata attraverso l’uso di luppolo e aromi dal birrificio Rattabrew. Si parte quindi dalla stazione di Rovigo per attraversare Roverdicré, Costa, Villanova del Ghebbo e finire a Lendinara, passando per una splendida pista ciclabile che costeggia il canale dell’Adigetto: si può quindi pedalare in mezzo al verde e alla natura senza incorrere nel rumoroso e pericoloso traffico delle auto.

 

IL PERCORSO DELLA BIRRA: ROVIGO – ROVERDICRE’ – COSTA – VILLANOVA DEL GHEBBO – LENDINARA

IL PERCORSO DA SEGUIRE (tempo stimato 1 ora a media velocità, con il ritorno 2 ore)

  • Partenza dalla stazione dei treni di Rovigo, imboccando la pista ciclabile in direzione Roverdicrè (3 KM)
  • Proseguire verso Costa sempre tenendo la pista ciclabile e quando finisce proseguire per la strada comunale adiacente alla provinciale (imboccare via Nogarazze) verso Villanova del Ghebbo – 8 Km
  • Raggiungete il centro di Villanova e poi attraversate l’Adigetto, passando così nel territorio di Lendinara
  • Proseguite per la pista ciclabile Adige Po, in direzione Lendinara (8 km)
  • Arrivati a Lendinara seguite la riviera sull’Adigetto, gustatevi la rinnovata pescheria e la splendida piazza, oltre che al campanile della chiesa di Santa Sofia (tra i più alti d’Italia con i suoi 92.5 metri)
  • Raggiungete infine il birrificio artigianale Rattabrew (via Pietro Nenni 7), dove Mirko Borghesan saprà introdurvi all’arte della sua bevanda dorata (spesso si svolgono festival o incontri musicali fuori dall’edificio)
  • Per tornare potete imboccare la strada sull’argine dell’Adige, che vi porterà dritti fino a Boara, oppure la strada per Lusia – Grompo – Concadirame (sp 55). In questo caso passano le auto.

DIFFICOLTA’: Bassa, per tutti

TOTALE KM: andata e ritorno 45 km

PENDENZA: tutto pianeggiante

BICI CONSIGLIATA: Da corsa, non ci sono sterrati. Vista la semplicità vanno bene anche delle city bike.

COSA DEGUSTARE: Ottavina (la birra base dedicata al personaggio mitologico polesano che spaventa tutti i bambini). Birra chiara in stile tedesco. Malto (Pils e Monaco) e Luppolo (Magnum, Tradition e Mittelfruh) 5,1%. Marilyn: una light Ipa secca, leggera e beverina, con sentore di agrumi e l’amaro del luppolo ben bilanciati ma molto presenti. Malto (Pale e Pils), luppolo (Chinook e Amarillo), 4,2%.

 

 

Questo è il viaggio più breve tra quelli che proporrò: bastano due ore di tempo per poterlo fare, andando – tornando e degustando. Perché spesso il tempo non gioca a nostro favore tra mille impegni,  ma perché precludersi una splendida pedalata alla scoperta del territorio Polesano a noi più vicino?

Partiamo quindi dalla stazione dei treni di Rovigo, dove inizia una pista ciclabile che costeggia l’Adigetto per parecchi chilometri, passando per Roverdicré e arrivando vicino a Costa di Rovigo. Il panorama è quello tipico polesano: corsi d’acqua, piante d’argine, vegetazione incontrollata, campagna. La pista ciclabile è davvero bella e curata, lungo il percorso si trovano anche delle panchine dove riposare e a volte vi capiterà di incrociare lungo il cammino qualche famiglia di nutrie, le vere regine dei canali polesani. Niente paura: se le lasciate stare, loro lasceranno stare voi.

Da Roverdicrè verso Costa, ad un certo punto la pista ciclabile finisce. Scegliete quindi la strada comunale al di là dell’Adigetto per proseguire, evitando le provinciali e quindi le auto. E’ molto spettacolare via Nogarazze, che poi si trasforma in altre vie: sarete circondati da campi di grano dorati, con spighe spinte dal vento e papaveri rosso sangue. Un’ottima presentazione del prodotto che poi andrete a degustare: la birra, infatti, arriva proprio dalla fermentazione di cereali e luppolo (in qualche caso grano, in altri orzo). Riempitevi gli occhi di questi splendidi colori e paesaggi, anche perché non dureranno tutto l’anno: arriverà il tempo della mietitura, poi, l’inverno e poi la semina.

Da Costa proseguite verso Villanova del Ghebbo, piccolo comune che costeggia proprio l’Adigetto. Attraversandolo, proprio dal centro del paese, entrete nel territorio lendinarese. E da quì parte un’altra pista ciclabile, che segue il percorso dell’Adigetto fino alla Riviera che vi porterà in centro a Lendinara.

Lendinara è un piccolo gioiello polesano. Immancabile una visita al Duomo di Santa Sofia, che al suo interno custodisce svariate ricchezze, e al campanile che con i suoi 65,2 metri d’altezza è uno dei più alti d’Italia. Venne realizzato a cavallo tra il 1700 e il 1800. Visitate anche il rinnovato teatro Ballarin, la biblioteca e la cittadella della cultura (dove potrete trovare un museo dedicato al Risorgimento) e la pescheria.

Proprio in questa cittadina, in via Pietro Nenni 7, sorge il primo (in ordine cronologico) birrificio artigianale della provincia rodigina. Il marchio Rattabrew nasce dalla risposta scherzosa alla più classica delle domandeche cosa c’è di tipico in Polesine? Semplice… i ratti! “Da qui l’idea di creare una mascotte dissacrante e originale, ideale spalla delle nostre serate in compagnia. Come la buona musica di solito nasce in un garage con l’intento di raccontare storie vere, così anche la buona birra può nascere in piccoli laboratoridall’ esperienza concreta delle persone e dalla voglia di raccontare gusti veri” spiega Mirko Borghesan, uno dei titolari sempre presente il laboratorio.

Eccovi quindi il mio consiglio su cosa degustare. La prima è la birra Ottavina: Ottavino è il personaggio mitico del Polesine, che quando meno te l’aspettavi spuntava da dietro l’angolo con bastone in mano e zoccoli ai piedi. E’ una birra chiara in stile tedesco. Il colore biondo e il corpo leggermente maltato ricordano il miele d’acacia, le note rinfrescanti dei migliori luppoli tedeschi in fiori la rendono profumata ed estremamente gradevole al palato. Malto (Pils e Monaco) e Luppolo (Magnum, Tradition e Mittelfruh) 5,1%.

La seconda, per gli amanti del luppolo e i gusti più amari, è la Marilyn, ispirata alla Monroe. Marilyn si presenta bionda, al naso esageratamente profumata… non di Chanel n.5 ma di luppolo,  americano naturalmente, con l’agrumato e il pompelmo rosa in primo piano. Si tratta di una light Ipa secca, leggera e beverina, con sentore di agrumi e l’amaro del luppolo ben bilanciati ma molto presenti. Malto (Pale e Pils), luppolo (Chinook e Amarillo), 4,2%.

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