Si parte per il Camino di Santiago: 800 km in bici attraversando la costa nord della Spagna

E’ tutto iniziato per gioco due settimane fa. Da un mese sentivo la necessità di partire per un bel viaggio da sola: l’unico modo che conosco per ricaricarmi seriamente le batterie, ricevere nuovi stimoli, conoscere nuovi paesaggi e nuove persone, riempiendo occhi e cuore. Così, per divertimento, ho lanciato un sondaggio dalle mie stories di Instagram (puoi seguirmi qui): dove fare un bel viaggio da sola?

Le risposte sono state molteplici, alcune banali, altre impossibili (almeno per il mese di luglio). Poi, a un certo punto, mi scrive un amico: “Surf a Bilbao?”. Meraviglioso, penso: il surf, uno dei miei amati sport che difficilmente riesco a praticare in Italia, e il Nord della Spagna, un pezzo di mondo che ancora non ho visto. Perché no. Ma non sarei mai riuscita a partire senza bicicletta: ormai mi sono innamorata di questo modo di viaggiare lento e silenzioso, a stretto contatto con la natura, e che ti permette di scoprire dettagli che con altri mezzi di trasporto perderesti nella frenesia degli spostamenti.

Così ho deciso di programmare il mio viaggio creando qualcosa di nuovo, unendo il relax e il divertimento dei primi giorni ad avventura e a solitudine, per ritrovare il mio equilibrio duramente messo alla prova negli ultimi mesi: Bilbao sarà solo la prima tappa. Dopo due giorni di surf inforcherò la mia bella bici e proseguirò per 800 chilometri, percorrendo tutto il “Camino del norte”, che mi porterà fino a Santiago di Compostela. Il Camino di Santiago è uno di quei viaggi che mi ha sempre affascinato, ma non avevo ancora avuto modo di programmarlo. E soprattutto è un viaggio che si deve compiere da soli, se si vuole viaggiare davvero anche dentro di sè.

Questo significa organizzare il viaggio totalmente in modo diverso: non avrò valigie, ma sacche da attaccare alla bici e quindi dovrò portare lo stretto indispensabile, ho dovuto studiare cartine geografiche e guide del Camino di Santiago per pianificare le tappe (scoprendo che alcuni giorni avrò anche duemila metri di dislivello da affrontare, visto che il Camino del Norte è tutto un saliscendi da montagne che si affacciano sul mare), ho dovuto imparare a fare operazioni basilari come cambiare una camera d’aria e tirare su quando cade una catena da bici (lo so, non avevo mai imparato, da brava bionda chiedevo sempre aiuto agli estranei) visto che in alcuni tratti del percorso sarò completamente isolata dalla civiltà. Inoltre, cosa di non poco conto, ho deciso di imbarcare in aereo la mtb che mi seguirà in questa avventura: ho scoperto che su Amazon vendono cartoni delle misure adatte (131 x 77 x 21) a contenere la bici sgonfia, con pedali e ruote smontate, e non ho idea di come poi farò a rimontarla sbarazzandomi di tutto l’imballaggio per raggiungere il primo ostello.

In linea di massima mi sono preparata un itinerario, ma non ho idea se poi rispetterò proprio quello o mi lascerò trasportare dagli eventi. Le mie tappe dovrebbero essere, dopo Bilbao, Laredo, Santander, San Vincente de la Barquera, Ribadesella. Poi dovrò scegliere se continuare per la costa e attraversare anche la Galicia, oppure scendere verso Oviedo e ricongiungermi al camino primitivo e proseguire per Santiago. Boh: credo che lo deciderò una volta che ci arriverò (se ci arriverò).

Ma non è proprio questo il bello? Imparare sempre qualcosa, partire per un’avventura che non hai minimamente idea di cosa ti possa riservare, avere dentro allo stomaco quella sensazione di agitazione mista a entusiasmo, euforia, coraggio e paura.

In tutto questo devo ringraziare anche delle persone che hanno sostenuto la mia mattata improvvisata. Prima di tutto l’azienda PH Apparel, che produce abbigliamento tecnico per ciciclisti, che mi ha adottato come brand ambassador. Non solo potrò contare su un abbigliamento per qualsiasi occasione (vento, pioggia, sole: attraversare tutta la costa del Nord della Spagna in bici richiede un po’ di spirito di improvvisazione climatica), ma potrò anche contare sul loro grandissimo senso estetico e vestire da donna in bici non per forza indossando cose di colore rosa, ma di grande gusto. Ringrazio poi Laura Magni, che mi ha fatto iscrivere per la prima volta su Strava per documentare questo mio viaggio (lo so, ero praticamente l’unica che mancava ancora), e che mi ha già coinvolgo in tantissime iniziative legate al mondo del ciclismo femminile che fortunatamente sta crescendo tantissimo (girl power!). Ringrazio infine la Confraternita di San Jacopo di Compostella che in pochissimi giorni mi ha fatto arrivare a casa la Credenziale del Pellegrino per alloggiare in tutti gli ostelli a prezzi dedicati ai pellegrini. E infine ringrazio tutti coloro che mi hanno dato consigli: la luce nei vostri occhi mentre mi raccontavate le vostre esperienze è stata la molla che mi ha spinto a intraprendere quest’esperienza. Non so se ve ne siete accorti, ma ve lo dico io: mentre parlate del vostro Camino siete meravigliosi.

Partirò oggi alle 14 da Venezia. Tutti mi hanno detto che il Camino di Santiago è una di quelle figate che ti cambia la vita. E io spero proprio che sia così. Ma soprattutto spero di ampliare le mie vedute, respirare nuova aria, osservare nuovi cieli.

Ps: Per la prima volta andrò via senza scarpe con il tacco, senza trucchi e con solo tre vestiti (oltre a quelli da ciclista) che laverò negli ostelli. Ho portato con me solo due costumi, un paio di ciabatte e una felpa per la sera, oltre che tante lucine per la bici. Ma una cosa immancabile è stata quella di programmare una mia playlist su Spotify che mi farà compagnia lungo il percorso (potete ascoltarla anche voi, è pubblica). Vi svelo solo la canzone di apertura:

Turn around… Look at what you see.
In her face, the mirror of your dreams…
Make believe I’m everywhere,
given in the light
Written on the pages
Is the answer to a never ending story…
Reach the stars, fly a fantasy
Dream a dream, and what you see will be…
Rhymes that keep their secrets
Will unfold behind the clouds
And there upon a rainbow
Is the answer to a never ending story…
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5 risposte a "Si parte per il Camino di Santiago: 800 km in bici attraversando la costa nord della Spagna"

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  1. Spaziale! Non vedo l’ora di leggere/vedere gli aggiornamenti sui tuoi social. Buen camino e buone pedalate 🙂
    P.S.anche se credo di sapere la risposta ho una domanda in merito ai bagagli: Bike-packing o borse laterali?

    "Mi piace"

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