COSA FARE. E COME:

  • Visitare Tirana e le sue tre principali attrazioni: piazza Skenderbeg, il parco centrale con il lago artificiale, l’università con cinema e attività all’aperto d’estate
  • Perdersi nella vita notturna del Block, il quartiere più alla moda e cool, pieno di ristoranti e locali (tra cui la Sky Tower per apprezzare tutto il panorama di Tirana)
  • Passeggiare nella grande Boulevard, ammirando le opere d’arte e le piazze colorate che compaiono all’improvviso
  • Visitare Valona: una città in continua crescita con un lungomare che ricorda Barcelona
  • Visitare Berat, paese “delle finestre” tutelato dall’Unesco
  • Vistare Scutari, città di origine romana al confine con il Montenegro

 

L’Albania è stata la nazione che più mi ha piacevolmente stupito. Tante le sue qualità: panorami meravigliosi, che vanno dalla montagna a un mare pulitissimo con tante varietà di spiaggia (dai sassi alla sabbia, dalla costa Ionica alla costa Adriatica); città in grande crescita, vive e tutte da scoprire, soprattutto Tirana e Valona; abitanti meravigliosi, con grande spirito di altruismo, gentilezza e voglia di migliorare. Uno solo il lato negativo: le strade, piccole, spesso sterrate, tortuose, infinite, attraversate da animali, bambini e processioni popolari. Per visitare il mare del sud, ovvero vicino a Saranda al confine con la Grecia, abbiamo percorso 200 chilometri in 6 ore e mezza di viaggio, svalutando anche una montagna di 1300 metri di altitudine. Per questo consiglio di tenere separati i viaggi “per le spiagge” da quelli ” per le città”: atterrate a Tirana se volete visitare le città dell’Albania, atterrate a Corfù (in Grecia) e poi prendete il traghetto (mezz’ora di nave) se volete visitare le meravigliose spiagge del sud, a cui sarà dedicato il prossimo post.

Intanto mi concentro sulle città albanesi, perché meritano davvero di essere viste e vissute. Sono un vero simbolo di rinascita, i cui abitanti parlano perfettamente italiano e inglese, i giovani hanno tutti viaggiato molto (spesso abitato anche in Italia) e sono dotati di grande spirito imprenditoriale. Il popolo albanese è legato a quello italiano storicamente, ci si raggiunge in un’ora di attraversata marittima e i vari secoli sono costellati da accordi, collaborazioni, invasioni, politiche imperialistiche (ricordo che l’Albania era una colonia italiana ai tempi del Fascismo e si possono trovare molte architetture che lo testimoniano soprattutto nella città di Durazzo). Guadagnata l’ultima vera indipendenza negli anni ’90 in molti sono scappati in Italia, ma ora molti sono anche tornati a casa e hanno iniziato a investire e a lavorare per migliorare il proprio Paese. Riuscendoci.

Tirana, la capitale, è molto economica e molto cool allo stesso tempo. Un albergo a 4 stelle con piscina costa circa 20 euro a notte a persona. E non pensate di trovarvi in mezzo al nulla: ci sono servizi moderni, wifi liberi ovunque, locali alla moda, mancano solo i mezzi di trasporto pubblici funzionanti a dovere. La valuta utilizzata sono i Lek, che valgono circa 1,30 euro: in pochi accettano le carte di credito, meglio utilizzare i contanti. I bancomat, comunque, funzionano ovunque.

Le zone più belle di Tirana sono senza dubbio piazza Skenderbeg, dedicata al re eroe nazionale albanese, che non solo fermò l’avanzata degli Ottomani ma conquistò anche il Sud Italia nel 1560, attorno alla quale si trova il museo di storia nazionale, la grande moschea, la cattedrale ortodossa, la torre dell’orologio e i vari edifici del governo. In un posto solo si può ammirare una pacifica convivenza di religioni che – c’è da giurarci – sarà presto presa come esempio per tutta Europa. Da piazza Skenderbeg parte un lungo Boulevard costellata di opere d’arte, piazzette colorate, fontane, edifici maestosi, che arriva fino all’università: un edificio imponente sulla cui piazza antistante si organizzano eventi ogni sera e tornei sportivi d’estate, dato che ci sono campi da calcio, da beach volley e addirittura di paint ball. Da qui si può prendere la via che conduce al grande parco cittadino, frequentatissimo da tutti gli albanesi anche di sera: all’interno un grande lago artificiale circondato da una pista per i runner che ovviamente ho voluto provare. Correre all’ombra degli alberi d’estate insieme a tantissimi altri sportivi è un’emozione a cui non potevo sottrarmi. Insomma, Tirana è molto più avanzata di molte città italiane.

La sera la zona più viva è quella del Block: un crocevia di strade con locali, ristoranti, pub, negozi alla moda. Ci sono tantissimi ristoranti italiani da provare, visto che sono gestiti direttamente da italiani e si mangia davvero bene (uno su tutti “l’Artigiano”), ma tutti i ristoranti albanesi – greci e di qualsiasi altra nazionalità sono buoni. Anche il caffè è perfettamente italiano e non sembra di essere all’estero, dato che tutti parlano perfettamente italiano, se non per il modo un po’ troppo aggressivo di guidare. Da non perdere il panorama che si può osservare dalla Sky Tower sorseggiando un cocktail al 15esimo piano.

Degne di nota sono anche Valona e Scutari. Valona è una città sul mare, raggiungibile in due ore e mezza di auto da Tirana (è l’ultimo punto in cui esistono le autostrade). Stanno costruendo tutto il lungo mare, dove stanno sorgendo locali, ristoranti, piste ciclabili degne di nota lungo un mare bellissimo e cristallino. Ricorda molto Barcellona. Il centro, invece, si visita in qualche ora, visto che non è rimasto molto di storico. Più interessante storicamente è invece Scutari, al confine con il Montenegro: città di origine romana, unisce chiese a moschee a panorami naturali, come quello del lago di Scutari. Da visitare assolutamente l’antica roccaforte. Antica capitale dell’Illiria, ora è una delle città più particolari e “diverse” dalle altre che guardano all’occidente.

Ultimo consiglio, per quanto riguarda le città, la visita di Berat, la città delle finestre tutelata dall’Unesco: il colpo d’occhio che accoglie entrando in questa città è meraviglioso, dato che è formata da edifici con ampie vetrate. Anche in questo caso, gli edifici da visitare sono chiese e moschee, in un perfetto connubio di religioni. Unico problema: per raggiungerla in auto si deve prendere l’autostrada verso Valona da Durazzo, uscire a Fier e immergersi nel traffico per due ore prima di arrivare.

Concludo questo post con una mia piccola considerazione: scommetto sul futuro dell’Albania. Gli abitanti hanno tutte le carte in regola per sviluppare il turismo, hanno un modo di fare garbato e rispettoso, hanno capito l’importanza della gentilezza molto di più dei vicini paesi (Croazia e Montenegro, dove quasi tutti sono scortesi). Le grandi città offrono i servizi necessari per essere meta turistica moderna e divertente, mentre il panorama della natura fa il resto. Consiglio quindi di visitare questo paese ora, finché i prezzi sono ancora accessibili, perché sono convinta che tra qualche anno tutto crescerà esponenzialmente.

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