COSA FARE E COME

  • Visitare il Chelsea Market
  • Percorrere la High line
  • Perdersi lungo la riva East vicino al ponte di Brooklyn sotto al sole, pranzare in riva all’Hudson e passeggiare lungo i giardini di Brooklyn Heights nell’altro lato
  • Godersi la movida di Meatpack district
  • Farsi potare nei locali del proibizionismo, chiamati Speak Easy
  • Visitare Ground Zero e il nuovo centro commerciale disegnato da Calatrava che ricorda un dinosauro
  • Fare una corsetta all’alba a Central Park
  • Se ci riuscite, prendete i biglietti e guardatevi un bello spettacolo a Broadway. Siate intraprendenti e andati a chiederli a teatro: in internet e in hotel cercheranno sempre di spillarvi tanti soldi
  • Non potete perdervi il MoMa, quanto meno la sede in midtown. Ce n’è una più all’avanguardia nel Queens, ma è comunque secondaria

Giuro non parlerò più della maratona. Perché New York è moltissimo altro. E non parlerò nemmeno dell’Empire State Building, della Statua della Libertà, di Times Square e del Madison Square Garden: li conoscete già tutti, li avete visti in 350 film e sapete benissimo come si fa per visitarli. Basta cercarli sulla mappa e andarci. Preparatevi solo a grosse code, perché le norme antiterrorismo impongono metaldetector e controlli ovunque.

In questo post vi parlerò di come scoprire una New York diversa dai soliti giri turistici: anche se per conoscerla davvero serve molto di più di una settimana, ogni angolo riserva una sorpresa ed è bello visitarla facendosi guidare dalla sua poesia.

Ciò che rende New York speciale è il movimento. Nulla è fermo, tutto cambia alla velocità della luce. E’ una città che la si può visitare più volte che tanto non rimane mai la stessa. Nella mia prima visita, nel 2005, infatti, avevo visto le attrazioni più turistiche: dal MoMa (Museum of modern art) al ponte di Brooklyn, passando per la classica messa gospel ad Harlem (che se non avete mai visto è da vedere). Questa volta ho cercato di non seguire uno schema preciso per visitarla, ma semplicemente seguire il mio istinto. Ogni quartiere ha una sua anima ed è difficile dire cosa sia più bello di altro. Cercherò di darvi qualche spunto per ogni zona, in modo da farvi gestire in autonomia la vostra vacanza.

Primo quartiere da visitare, soprattutto se siete già stati a New York e quindi il “grosso” l’avete già visto, è Chelsea. Un quartiere residenziale, elegante, che ricorda le atmosfere di Sex And the City, tra case, boutique, ristorantini e localini alla moda molto hipster. Da non mancare la visita al Chelsea market: un centro commerciale industry con negozi curiosi e artistici, non certo i classici megastore che si incontrano in tutto il resto di New York. Ci sono venditori di pesce, spezie, oggetti artigianali, moda e souvenir molto particolari in un’atmosfera di mercato di campagna, quando invece ci si trova nel cuore della Grande Mela. Anche le persone che lo frequentano non sono i classici turisti da Apple Store, ma persone molto più curiose e alternative: provare per credere. Proprio dal mercato si può salire sulla High Line: la vecchia rotaia sopraelevata di New York che è stata trasformata in giardino. Collega il Meatpacking district (qui è consigliato vivamente andarci alla sera, ci sono i locali più divertenti e modaioli) al nord di Chelsea, sul mare, fino alla 34 strada. Qui si trova il modernissimo centro congressi Jacob Javits, moderno e specchiato, che è stato la sede di Hillary Clinton durante le elezioni presidenziali, ma pare le abbia portato un po’ di sfortuna.

A due passi da Chelsea si trova Greenwich village, la zona più vecchia di Nyc, uno dei pochi contesti in cui le strade non sono geometriche, ma si rischia di perdersi a ogni angolo. E’ un quartiere assolutamente da visitare, è uno dei lati più romantici di Nyc. Sempre a qualche centinaio di metri (che in verità sarà un po’ di più, ma camminare a Nyc è così bello che si percorrono 10 chilometri senza accorgersene) c’è Washington square: è nel punto in cui inizia Soho, il quartiere più cool (composto anche dal quartiere italiano, Little Italy). E’ un po’ il nuovo centro della cultura alternativa di Nyc: per le presidenziali si è presentata Madonna per un concerto improvvisato dal vivo. Ma anche durante gli altri giorni si possono ascoltare musicisti, ammirare artisti di strada, guardare i newyorkesi che si godono l’aria aperta tra mille attività creative. E’ il punto di incontro dei trentenni di oggi.

Anche tra Soho e Little Italy, soprattutto zona Nolita, North Little Italy, è pieno di locali da aperitivo, cena e serata. Ci sono alcuni Speak Easy, locali dell’epoca del proibizionismo, ora molto di moda, dove si balla musica Swing e gli alcolici vengono ancora serviti nelle tazze da the. Gli arredi e il modo di entrare, bussando e dicendo una parola d’ordine, sono rimasti gli stessi: è indispensabile andare con qualcuno che li conosce o sono impossibili da trovare. (Una lista è questa: https://www.thrillist.com/drink/new-york/secret-nyc-bar-speakeasy-hidden)

Altro consiglio spassionato: lasciate stare lo shopping (quello che trovate a Nyc lo trovate in tutto il mondo, fidatevi, non c’è nulla di autoctono e le grandi catene sono in tutte le capitali mondiali) e ammirate solo l’architettura dei grandi negozi della Fifth Avenue per fermavi all’altezza della 49esima strada e visitare il MoMa, il museo più bello di tutti i tempi. Al suo interno si possono trovare tutte le migliori opere degli ultimi duecento anni. Un incanto che spazia da Picasso a Monet, da Andy Wharol a Matisse, da Manzoni a Giacomo Balla e Frida Khalo. Se avete poco tempo visitate solo il MoMa, se ne avete molto visitate anche la sua succursale nel Queens per una struttura più all’avanguardia. Il Guggenheim è bello da vedere solo per la sua struttura   a spirale disegnata da Frank Lloyd Wright.

Se vi svegliate presto la mattina (con il fuso orario è impossibile per i primi giorni fare i dormiglioni) andate a passeggiare o a correre a Central Park. In autunno gli alberi sembrano infuocati con colori rossi accessi, in estate la natura è rigogliosa e i newyorkesi stesi sotto al sole, d’inverno è tutto ghiacciato con un’atmosfera natalizia romanticissima. La luce del sole qui è particolare: si riflette sui grattacieli, sulle foglie, sull’acqua dei laghi per un effetto specchiato. Central park è bello da girare a piedi o in bicicletta. Sul lato west troverete una zona residenziale, con ristorantini e localini (Oltre al museo di storia naturale, dove hanno girato Una notte al museo), sul lato east una zona più commerciale e spettacolare dal punto di vista delle altezze.

Dulcis in fundo? Parlate con le persone che vivono a New York e fatevi portare in giro da loro. Scoprirete che nella zona nord di Manhattan c’è un quartiere di dominicani in cui si respira l’atmosfera caraibica giorno e notte, che a Brooklyn c’è una zona chiamata Williamsburg piena di vita, giovani e locali notturni (ci sono passata correndo per la maratona e vi posso assicurare che era una figata pazzesca), e tanto altro ancora. Impossibile conoscere tutta New York in cinque giorni. Quindi, cari amici, vi svelo in anteprima un segreto: sarò costretta a tornarci molto presto.

CONSIGLI PRATICI:

  • Se state più di 5 giorni fate l’abbonamento metro da 31 dollari, se ci state meno non conviene
  • Non abbiate paura di prendere la metro di notte o di girare da soli per strada: ho visto tantissima gente a qualsiasi ora, l’unico rischio è quello di trovare qualcuno che parla da solo
  • Dall’aeroporto ci sono dei taxi collettivi che si possono prenotare su internet risparmiando un bel po’, oppure dal Jfk prendere la metro. E’ comunque l’aeroporto più lontano, se potete viaggiate su La Guardia o Newark (New Jersey)
  • D’estate sappiate che è pieno zeppo di spiagge bellissime raggiungibili anche in metro dove prendere il sole e fare il bagno (anche se l’acqua è freddina essendo oceano)
  • Per decidere dove andare a mangiare usate la guida Zagat, la trovate online: ci sono tavole calde, hamburgerie e ogni genere di curiosità. Per cenare c’è comunque solo da sbizzarrirsi, dato che c’è ogni tipo di nazionalità. Da evitare la pizza anche quella di Little Italy (è preparata secondo i gusti americani).
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