L’altra faccia di Zanzibar

  • A Kiwengwa alloggiare e gustarsi gli ottimi pranzi e cene di Obama beach bar/boungalow
  • Alloggiare qualche giorno a Zeru Zeru (Michamvi, Pingwe), agenzia a scopo umanitario di sviluppo e formazione locale
  • Godersi il tramonto a Nungwi, esperienza immancabile: è davvero il più bel tramonto del mondo
  • Giro turistico a Stone Town
  • Snorkling, mare, e ancora snorkling ovunque vogliate.

“Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quello che si è già visto, vedere in primavera quello che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l’ombra che non c’era. Bisogna tornare sui passi già dati per ripeterli e per tracciarvi a fianco nuovi cammini”. (José Saramago, Viaggio in Portogallo)

Nella mia vita ho sempre amato rompere gli schemi. Mi piace vivere in modo diverso quello che viene imposto in un certo modo prestabilito, come se fosse l’unica via percorribile. Così ho deciso di raccontarvi la mia Zanzibar, lontana dai villaggi all-inclusive ed escursioni organizzate con orde di turisti che sembrano soldatini. E lo farò proponendovi tre posti splendidi per vivere una Zanzibar speciale, più autentica, reale, fatta di chi in quell’isola ci vive veramente e non da chi semplicemente ci lavora, perché il suo sole e il suo mare raggiungano non solo i vostri occhi, ma anche il vostro cuore.

Il primo posto che vi consiglio è quindi l’Obama beach bar and boungalows. Un ristorante con tanto di camere in cui alloggiare lontano dalla vita organizzata dei villaggi e gestito da un simpatico Masai, Peter. Lui è un Masai nato e cresciuto in Tanzania, che una volta diventato grande è arrivato a Zanzibar come fanno in molti per guadagnare lavorando. Ma la fortuna ha voluto che conoscesse molti italiani e che decidesse di mettersi in gioco, andando a studiare per qualche anno a Roma alberghiera. Peter ha quindi conosciuto bene la tradizione turistica italiana, il servizio ai tavoli, il cibo e la nostra cultura sempre aperta all’accoglienza e a coccolare i clienti. E ha deciso di riportarla nella sua Zanzibar, aprendo una piccola scommessa ricettiva. Ha aperto una pizzeria, un ristorante di pesce (per quanto i Masai non mangino pesce per tradizione, anche lui adora rompere gli schemi imposti) e delle camere per turisti. Accoglie tutti con il suo sorriso e con la sua cultura: parla perfettamente cinque lingue, non si stanca mai di studiare e di viaggiare per il mondo a caccia di idee da “fare sue”. Adora partecipare allo sviluppo di Zanzibar, insegnando anche ai suoi conterranei l’arte della crescita culturale e dell’autonomia economica. E’ un vero punto di riferimento in tutta la splendida spiaggia di Kiwengwa, sia per i turisti (aiuta chiunque abbia bisogno per qualsiasi pratica burocratica o anche solo per piccoli consigli di viaggio), sia per i Masai dell’isola, che si danno appuntamento nel suo bar per divertirsi, ma anche per studiare le lingue straniere. Peter è convinto che solo studiando e crescendo anche il popolo africano possa riconquistare la propria autonomia e libertà. E ne sono convinta anch’io: lui è un perfetto esempio di come chi conservi una mente aperta e abbia voglia di provare sempre nuove sfide possa trasformare la propria vita in un capolavoro arrivando esattamente dove vuole. Peter è orgoglioso del suo popolo, ma vuole allo stesso tempo aprirsi al mondo. Da vero guerriero Masai lotta per ogni nuova conquista. Ha un animo sensibile e conosce qualsiasi segreto di Zanzibar. Questo il suo sito internet, per prenotazioni e informazioni: http://petermasai.com. A Kiwegwa restateci qualche giorno: la spiaggia è larga, spaziosa, bianca da cartolina, l’acqua cristallina. Un vero paradiso. E Peter vi saprà consigliare le migliori escursioni da vivere.

Il secondo posto che vi consiglio è Zeru Zeru (http://www.zeruzeru.org): la sua particolare collocazione, al centro della campagna zanzibarina chiamata Shamba e non a ridosso del mare, permetterà agli ospiti di vivere un’esperienza unica e irripetibile, in totale sintonia con i colori e il calore della terra africana e dei suoi abitanti. Un modo per poter conoscere al meglio questa isola meravigliosa e forse conosciuta solo superficialmente, per potersi confrontare con la reale essenza di Zanzibar.Non abbiate paura: il mare non è poi così lontano, siete comunque a Zanzibar. All’interno potrete mangiare in una terrazza panoramica sull’oceano. Per arricchire la vacanza e renderla ancora di più memorabile, verranno offerti diversi tour e safari del tutto inediti, mettendo a disposizione un comodo servizio di noleggio mezzi (auto, moto,biciclette e barche), o transfer (servizio taxi). È importante evidenziare che il progetto non coinvolge solo l’ambito turistico, in quanto Zeru Zeru è impegnato in diversi ambiti umanitari legati allo sviluppo dell’istruzione e al settore lavorativo: il fondatore del progetto infatti crede nella formazione a livello locale, sia da parte degli abitanti che dai visitatori, e vuole promuove un tipo di turismo più rispettoso e sostenibile per l’isola, distaccandosi decisamente dall’idea di “vacanza da villaggio turistico”, consentendo in tal modo un’esperienza di viaggio che avvicini i visitatori alla cultura e alle tradizioni del luogo.

Ultima nota di viaggio: non perdetevi il tramonto di Nungwi. In questa zona, nord ovest, l’offerta è solo turistica per gli alloggi, ma potete sempre ripiegare in un surf camp e dormire qualche giorno in qualche bungalow con giovani surfisti di tutto il mondo. La spiaggia offre una varietà di ristoranti indescrivibile: immancabile una cena a base di aragosta in spiaggia, che non vi costerà più di 10 euro (se non vi fate fregare, ovviamente). Per spostarvi in giro per l’isola, usate i mezzi di trasporto locali: solo in questo modo potrete capire cosa significhi davvero vivere a Zanzibar, che è molto di più di una colonia turistica.

Nel vostro viaggio, fate una capatina anche a Stone Town, capitale coloniale di Zanzibar che ha dato i natali a Freddie Mercury, da cui partono anche i traghetti per la Tanzania nel caso vogliate allungare il viaggio con un safari al parco di Serengeti. Per organizzare qualsiasi escursione il mio consiglio è quello di fare sempre affidamento a Peter, dell’Obama beach bar: conosce tutti, dai più alti dirigenti della politica agli organizzatori di escursioni. Con lui è impossibile incappare in spiacevoli fregature. Se avete la fortuna di poter visitare Stone Town con lui vi porterà nelle scuole, nei bar e nei vicoli più caratteristici, dove potrete fermarvi a parlare delle ore con la gente del posto.

CONSIGLI UTILI: attenzione ai dollari, a Zanzibar accettano solo quelli stampati negli ultimi anni, perché fino al 2005 si erano diffusi molti dollari falsi. Fatene esplicita richiesta in banca per evitare di arrivare con un pacco di soldi inutilizzabili e svalutati.

 

Annunci

One thought on “L’altra faccia di Zanzibar

Add yours

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: