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COSA FARE. E COME:

  • Visitare la città vecchia di Kotor, sia di giorno sia di sera e lasciarsi trasportare dalla buena onda di locali e turisti curiosi
  • Passeggiare per le mura scoprendo le vare rassegne teatrali e i localini pieni di vita
  • Ammirare i gatti di Kotor, patrimonio tutelato e veri padroni della città a cui è dedicato anche un museo
  • Fare un tuffo nella baia e ammirare il panorama regalato da un fiordo naturale dell’Adriatico
  • Chi ha voglia di faticare, può salire per gli oltre 1300 gradini che portano al monastero che sovrasta la vecchia città e che di notte regala un’atmosfera romantica grazie all’illuminazione delle varie fortificazioni che fungono da tappa lungo la salita

 

Kotor, chiamata anche Cattaro, è la città dei gatti. Forse per questo mi sono innamorata di Kotor al primo sguardo: in ogni angolo, in ogni piazzetta, in ogni tavolino di un bar c’è un gatto che fa da guida alla scoperta di questa magnifica città che sembra appartenere a un mondo incantato. Una tappa fondamentale per chi viaggia in Montenegro da non perdere: storia e natura si fondono lontano dal turismo di massa.

La città vecchia, meravigliosa e vero gioiello veneziano, sorge nel bel mezzo del fiordo da cui inizia la costa del Montenegro. Un fiordo assolutamente da visitare, che offre un panorama mozzafiato sia di notte sia di giorno: si può fare il bagno in acqua marittima circondati da un panorama montano. La città di Kotor è un vero gioiello, a mio parere molto meglio delle vicine Dubrovnik e Budva. Stile rinascimentale e veneziano (la Serenissima ha creato tutti questi splendidi piccoli paesi), famosa per le sue maschere da carnevale (qui si festeggia come a Venezia), piccola, curata, piena di giovani, ostelli, locali, artisti di strada, dai prezzi ancora accesibili, la gente ancora gentile con gli stranieri. Inutile riassumere tutte le chiese e i palazzi da vedere: ce ne sono un’infinità. Consiglio però sempre di perdersi per le sue vie e respirare la sua atmosfera, passeggiando tra le mura fortificate, le porte, le statue di leoni.
La sera poi Kotor si accende ulteriormente. E’ piena di bar con deejay, musica dal vivo, chitarre, enoteche dove assaggiare il vino locale, vera specialità da scoprire (Chardonnay e Sauvignon in primis), per trascorrere una serata degna di nota senza troppi lustrini. Ogni posto propone qualcosa di diverso: basta girare per la città vecchia per imbattersi in qualche bar degno di nota (il mio preferito era il Letrica). Ci sono tantissimi giovani e tanto divertimento, calato in un’atmosfera da sogno tra mille luci. Per gli appassionati c’è pure un casinò. La città infatti è piena di ostelli e vi raccomando se non avete l’auto dormite in questi: sono pieni di vita.
A fare da contorno a questo piccolo paradiso la montagna che sovrasta Kotor con la sua scalinata (1350 gradini) per raggiungere la vetta illuminata.

Io ho alloggiato a Dobrota. Dobrota è l’area residenziale vicino Kotor vecchia, dista qualche chilometro, in cui si possono trovare appartamenti molto graziosi ed economici con vista fiordo. Svegliarsi la mattina e avere l’impressione di essere affacciati su di un lago, un cui però si può fare il bagno perchè l’acqua è calda e salata, è impagabile.
I costi sono molto contenuti e davanti gli appartamenti ci sono piccole spiaggette con lettini per prendere il sole e fare il bagno. I ristoranti, poi, la sera hanno una vista mozzafiato. Inutile dire che la specialità è il pesce.
Qui però non ci sono molti esercizi commerciali ed è consigliabile venire solo se avete noleggiato l’auto, altrimenti dovete muovervi sempre in taxi.

Consigli utili: non fidatevi di nessuno, soprattutto dei taxisti. Contrattate sempre prima di salire la corsa.

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