Si va a New York… con il cuore in gola

Ci siamo. Tutto è pronto.  Io, però, non mi sento per niente pronta.

Ho preparato la valigia a dovere: creme anticontusione, ghiaccio, integratori, vestiti, magliette, scarpe, antidolorifici, caricatori di batteria, guanti, giacche da buttare durante la corsa.. c’è tutto. Ho controllato mille volte. Tutti i regali ricevuti in questi giorni ci sono tutti, tutti in fila e ben ordinati, proprio per ricordarmi di ogni amico che mi vuole portare fortuna per i miei primi 42 chilometri.

Il passaporto è in regola e pure l’Esta per gli Usa, sono riuscita a farlo senza intoppi. Mi sono allenata a dovere, rispettando le tabelle, anzi nei 33 km ho pure migliorato il mio tempo standard. Ho smesso di fumare. Ho fatto qualche sgarro con l’alcol, lo ammetto, c’era Halloween di mezzo, ma alla fine mi sono controllata dal punto di vista alimentare. Ho fatto un ultimo massaggio proprio oggi, lungo un’ora, per rimuovere qualsiasi dolorino fastidioso alle gambe. E se non fosse per il torcicollo (grazie umidità e inverno, grazie!) sarei perfetta. Il viaggio è organizzato, il gruppo è pronto a partire, l’aereo prenotato, il parcheggio e l’hotel pure. La maratona di New York da domani non sarà più un sogno: sarò là, finalmente, per correre.

Ma la verità è che non mi sento assolutissimamente pronta. Perché? Perché è la prima volta che correrò una maratona. E non una qualunque: la maratona di New York. Un sogno, faticosissimo, che ogni anno muove migliaia di persone. Di cui ognuno ha una storia da raccontarmi e a breve aggiungerò la mia. Ma ho tanta paura di non essere all’altezza. Non so come risponderà il mio fisico a uno stress così alto: non ho mai corso per 42 chilometri consecutivi. Avrò gambe, testa e cuore abbastanza per farcela? Cosa mi devo aspettare? Quali difficoltà dovrò superare? Sarò abbastanza forte? Ho paura e sono agitata. Non sono una sportiva professionista. Sono una giornalista con la passione per lo sport. E’ diverso. Non so se ho le carte in regola per fare e sopportare tutto questo. Lo devo ammettere e lo ripeto pure. Ho tantissima paura.

Poi però penso: quanto bello è fare le cose per la prima volta? Quest’emozione non la rivivrò più la prossima volta che accadrà. Saprò già a cosa andrò incontro. Ora è un salto nel buio. Devo godermela, viverla fino in fondo come una cosa positiva. Assaporarla come un’opportunità. Perché mi sono iscritta a un’impresa del genere se non per provare tutto questo? Se non per sfidarmi? Se non per dimostrare che in questa vita tutto è possibile se lo si vuole?

E soprattutto ho pensato a tutti i miei amici. Quanti di loro stanno portando avanti sfide faticose e incerte tanto quanto una maratona: alcuni hanno appena avviato una propria attività lavorativa e stanno investendo tutte le loro energie per farla funzionare; altri stanno diventando genitori e stanno facendo del loro meglio per crescere una vita; altri ancora hanno deciso di cambiare vita e ripartire da zero altrove, cambiando città e punti di riferimento, inseguendo un sogno; altri ancora stanno lottando contro malattie e problemi di salute senza mai scoraggiarsi e perdere il sorriso. Nessuno di loro ha certezze, nessuno di loro sa per certo che strada percorrerà. Tutti loro stanno facendo qualcosa per la prima volta, mettendoci tutto il loro impegno e sacrificandosi per qualcosa. E senza sapere, alla fine, cosa succederà: nessuno si sente pronto, all’inizio. Ci credono. E ciò basta.

Ognuno di noi, ogni giorno, decide di correre la sua maratona senza sentirsi pronto e all’altezza, ma fidandosi del proprio cuore e del proprio allenamento.

E io, ora, sto partendo per New York per andare a correre la mia.

Grazie di cuore a tutti quelli che mi hanno sostenuto in questa folle impresa.

PS. VISTO CHE QUESTO E’ UN BLOG DI VIAGGI ECCO QUALCHE INFO UTILE:

  • Per partecipare prenotare i pacchetti con le varie agenzie che offrono anche l’alloggio: in questi giorni New York è veramente piena e in altissima stagione (ogni città italiana ha la sua)
  • Siamo oltre 50mila iscritti: 2.819 italiani (io sono tra questi!)
  • Il tragitto parte da Staten Island, per arrivare a Brooklyn, attraverseremo il Queens e il Bronx per approdare infine a Manhattan: l’arrivo è a Central Park
  • La partenza sarà scaglionata in base ai tempi di percorrenza: io ho impostato 4 ore presunte, quindi partirò quando i veri atleti probabilmente avranno già tagliato il traguardo (il record per una maratona è di poco superiore alle due ore)
  • L’8 seguirò le presidenziali americane in diretta per voi

 

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7 thoughts on “Si va a New York… con il cuore in gola

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  1. Ciao Caterina! Voglio farti i miei personali auguri per questa tua nuova sfida! Sarò al tuo fianco col pensiero perchè anch’io, qualche tempo fa, ho provato emozioni e sensazioni simili. Mancava il contesto però. New York è una città bellissima, e la maratona per la gente del posto è un evento strepitoso. Come atleta non professionista ti sei preparata cmq in maniera scrupolosa e attenta. Sicuramente avrai il cuore a mille, soffrirai, sentirai dolore, ma arriverai certamente a provare quel misto di rabbia, soddisfazione, commozione e trionfo quando passerai sotto al traguardo. Ce l’hai scritto in faccia, finisher! Hi five, go Caterina go….

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  2. Grande Cate ! Vivitela tutta e mordi la grande Mela ! Lo hai sognato per tanto tempo e ora sei lì a pochi giorni dalla linea di Central Park.
    Se volessi darti un consiglio , da chi come me ha già provato quella esperienza sofferta ma indimenticabile , non ne sarei capace perché sarai insieme a altre 50.000 persone ma fondamentalmente sola con te stessa e con la consapevolezza che quella medaglia a casa ci deve arrivare !
    Un abbraccio.
    il Beppe

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