Natura selvaggia e giochi di luce sull’acqua: l’ecomuseo delle valli di Porto Levante

 

Oggi vi voglio portare nel mio Delta del Po, in un’escursione tra le valli di Porto Levante. Un Delta del Po selvatico e incolto, meno “curato” rispetto le valli di Rosolina con i loro fenicotteri rosa, ma che vi conquisterà grazie al suo carattere irrequieto, selvaggio, indomito. Canneti sferzati dal vento accolgono tantissimi animali dando loro ospitalità, propaggini di sabbia resistono alle maree creando piccoli isolotti, lepri, fagiani, anitre e cigni si godono un panorama dove l’uomo è l’essere vivente nettamente in minoranza.

Itinerario (circa 50 km):

  • Partenza da Porto Levante
  • Pedalate in mezzo alle valli e ai casoni di Valle Bagliona e godetevi il panorama
  • A Barchessa Ravagnan girate per Cà Pisani e ammirate gli argini del ramo del Po e le immense campagne
  • Per raggiungere Porto Viro imboccate la pista ciclabile arginale: 10 km di puro spasso tra ogni genere di animale, una sorta di safari nel Delta
  • A Porto Viro non perdetevi le dune fossili e la loro vegetazione rimasta intatta dai tempi in cui il Po non aveva ancora creato il suo Delta sul mare

Tutto questo è il Parco del Delta del Po, più precisamente l’Ecomuseo Via delle Valli, un tratto di strada recentemente risistemato grazie a fondi regionali. E’ un anello ciclabile di circa 60 km (io ne ho fatti 80 perché sono partita dall’Isola di Albarella, ma se si parte da Porto Viro è più corto). Ovviamente si tratta di tutta pianura e strade asfaltate: un circuito fattibile da parte di tutti, anche chi non è allenato in bicicletta.

Le valli di Porto Levante sono incantate. Si può dire che inizino esattamente allo svincolo della Romea in cui inizia la strada che porta a Porto Levante. Prima si attraversa una serie di risaie (il famoso riso del Delta Igp), poi si arriva al porto (da dove si può prendere la barca che porta all’Isola di Albarella o al rifugio Il Ghebbo di Scanno Cavallari, una piccola isola di fronte) e poi si entra nella natura più selvaggia dell’ecomuseo delle valli. Se volete prendere la barca prestate attenzione agli orari e informatevi ben prima: sarebbe bello funzionasse sempre il servizio di imbarcazione per l’Isola di Albarella, ma il Delta è bello anche per questo… I servizi che ci sono sono gestiti famigliarmente e a volte, non si sa bene perché, non sono attivi. Forse un caffé o un pisolino di chi li gestisce rende tutto più genuino.

Da questo momento la strada diventa una lingua di asfalto che attraversa lagune, casoni abbandonati o ristrutturati e convertiti in bed and breakfast, cannetti e valli dove trovano rifugio tra la vegetazione selvaggia moltissimi animali, soprattutto aironi, fenicotteri e anatidi. Si tratta del paradiso dei pescatori e di chi vuole staccarsi dal caos quotidiano per ritrovare pace tra il silenzio della natura e i giochi di luce che il sole fa sull’acqua ristagnante ma piena di vita del Delta del Po.

Dopo aver percorso tutta valle Bagliona, raggiungerete Barchessa Ravagnani e da qui dovete prendere lo svincolo che vi porta verso la Romea. Per proseguire il percorso, infatti, è obbligatorio attraversare questa strada e proseguire verso Porto Viro, imboccando la pista ciclabile che costeggia l’argine del Po di Venezia. Se girate a sinistra, invece, proseguite per Porto Tolle: questo tour ve lo racconterò nella prossima puntata.

La pista ciclabile che collega le valli di Porto Levante a Porto Viro è una vera meraviglia della natura. Per nulla trafficata, è un safari tra gli animali: mi avranno attraversato la strada almeno 20 leprotti, decine di gazze e ogni genere di anatidi, lungo le acque calme del Po si vedono anche i cigni passeggiare con leggiadria tra i pochi pescatori (uno dei quali si è anche costruito una piattaforma con tanto di roulotte).

Una volta arrivati a Porto Viro proseguite verso est, seguendo la strada che vi condurrà alle Dune Fossili: un parco meraviglioso, purtroppo semi abbandonato e poco conosciuto, molto simile al giardino botanico di Porto Caleri. Sono dune di sabbia, con tutta la natura e l’ecosistema delle pinete marittime, che sono rimaste quello che erano quando il mare bagnava Porto Viro e non si era ancora creato il Delta. E’ un vero e proprio parco archeologico vivente: le dune fossili di Porto Viro costituiscono un qualcosa di unico per quanto concerne lo studio dell’evoluzione della linea di costa, icon ben 4 cordoni litoranei fossili che testimoniano altrettante posizioni della spiaggia, che si e spostata verso est in un lasso di tempo “breve”, dell’ordine di duemila anni. Uno spazio didattico assolutamente da visitare.

Da qui, poi, tornate verso Porto Levante (o Albarella, in base a dove siete partiti): attraversate la Romea e costeggiate l’argine che preferite, osservando le tante barche in costruzione dei cantieri navali Visentini e gli splendidi panorami del Delta.

2 risposte a "Natura selvaggia e giochi di luce sull’acqua: l’ecomuseo delle valli di Porto Levante"

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