Girare l’Italia in bicicletta? Si può con Vento. La tappa da Mantova a Ferrara

COSA E COME:

  • E’ una pista ciclopedonale, non ancora completata (però si può percorrere benissimo utilizzando gli argini e i tratti già esistenti) che parte da Torino e arriva a Venezia, lungo le sponde del Po
  •  VENTO è un progetto Paese: 679 km di ciclabile che saranno anche 679 km di green economy e green jobs. Per saperne di più, www.progetto.vento.polimi.it
  • Io l’ho fatta con la bici da corsa, ma consiglio una mountain bike perché ci sono tratti di sterrato
  • E’ assolutamente adatta a tutti e lungo il percorso ci sono ostelli e locali dove rifocillarsi (o dormire)
  • Consiglio di programmare il viaggio con piccole soste per scoprire le meraviglie dei paesi che si attraversano: qui troverete alcuni spunti

 

LA PRIMA TAPPA DEL MIO VIAGGIO: DA MANTOVA A FERRARA

Spesso si pensa che per viaggiare, ricevere nuovi stimoli e scoprire nuove bellezze serva per forza prendere un aereo e scappare lontano. La giornata di venerdì 1° giugno mi ha pienamente dimostrato che non è così: percorrere insieme ad altre 200 persone i primi 105 chilometri del Vento Bici Tour, che hanno collegato la tappa di Mantova a quella di Ferrara, mi hanno fatto scoprire quanto la meraviglia si possa trovare anche dietro le piccole cose. E le sorprese inaspettate arrivino, anche vicino casa, anche viaggiando ai 20 chilometri orari in sella a una bicicletta.

Una giornata intensa, quella che si è conclusa poche ore fa. La sveglia è suonata prestissimo, alle 7 di mattina, dopo una serata trascorsa a Mantova ad assaggiare tortelli alla zucca e sbrisolona, dolce tipico di questa zona. Alle 8.30 ci siamo ritrovati all’interno di palazzo D’Arco, in centro città, insieme a tutti gli iscritti e agli organizzatori, per iniziare questa avventura. Qualcuno di noi ha preferito pedalare per tutto il percorso, altri si sono imbarcati per navigare i primi 40 chilometri sulle acque del Mincio e del Po. Per tutti, però, la parola d’ordine è stata solo una: immergersi nel paesaggio del fiume Po. E godersi lo splendido viaggio, tra argini in fiore e un sole rinfrescato da un leggero venticello che ci ha accompagnato lungo tutto il percorso.

La prima tappa è stata a Governolo, dopo 20 chilometri, all’interno dell’Ostello dei Concari, uno dei pochi ostelli collocati all’interno del percorso ciclopedonale che costeggia il fiume Po. E’ posto in prossimità dell’incrocio tra i percorsi ciclabili europei Eurovelo 7 (Ciclovia del Sole) ed Eurovelo 8 (Cadice-Atene) e si colloca come punto di riferimento per il turismo lento nel territorio mantovano.
Sorge nell’edificio un tempo adibito a magazzini idraulici a servizio della Conca-sostegno del Bertazzolo, opera che un tempo permetteva la regolazione della acque del fiume Mincio e dei laghi di Mantova. E già qui sono iniziate le sorprese: accolti dalla musica tipica di un’ocarina e di una fisarmonica, abbiamo potuto scoprire alcune delizie locali grazie al presidio Slow Food: insalata di riso mantovano e un ottimo panino allo strutto chiamato “luadel”.

Sempre qui ho conosciuto Franco, un giovane mantovano che dopo essersi cimentato nel Camino di Santiago e la via Francigena, ha deciso di creare un cammino locale, per collegare Chiaravalle a Lido degli Estensi, in una camminata di circa 360 chilometri. Il nome è “Il cammino verde” e giorno dopo giorno, Franco e i suoi amici, lo stanno facendo diventare realtà, per affermare quella filosofia che è alla base anche di Vento: viaggiare in modo lento, per scoprire la bellezza del territorio, rilassarsi e immergersi nel verde e nella storia di ogni paese attraversato.

Proseguendo verso Revere, poi, ho conosciuto meglio Paolo Pileri, docente del Politecnico di Milano, che si può definire il papà della Vento. Da anni sta portando avanti questo progetto, nato come ricerca universitaria, ma che piano piano sta prendendo forma: alcuni tratti sono già pronti per essere utilizzati, per altri, invece, sono necessari interventi strutturali per la messa in sicurezza del percorso. “In questo momento è stato firmato l’incarico di un gruppo di professionisti che si è aggiudicato il bando europeo: hanno sei mesi per analizzare la situazione e fare un piano per decidere quali siano i tratti di pista ciclabile da migliorare“.
Per Pileri Vento rappresenta non solo un modo alternativo di viaggiare e di scoprire i territorio che costeggiano il Po da Torino a Venezia, ma anche uno strumento per rilanciare un territorio che è sempre stato considerato “di confine” in tutte le regioni attraversate: “Da Torino a Polesella, le caratteristiche dei territori attraversati dal Po sono simili, le tradizioni spesso si somigliano, molto più che quelle incontrate nella stessa regione di appartenenza. Per questo la parola d’ordine è fare squadra, per creare un territorio collegato, funzionale, che attiri turismo e di conseguenza lavoro per tutti”.

Seconda tappa, dopo 50 chilometri, la splendida cittadina di Revere. Ammetto di non averla mai vista prima ed è stata una vera sorpresa: è il classico paese che appena ci entri ti regala tantissime emozioni. Forse merito del castello fortezza poi diventato palazzo Ducale, realizzato da Matilde di Canossa. O forse merito della guida speciale che ci ha portato a visitare i museo ospitati all’interno del palazzo: Franco, un volontario della Proloco , appassionato della storia del suo paese.

Terza tappa a Felonica, detta anche la città delle cipolle. Proprio qui è infatti famosa la focaccia chiamata “tirot” a base di strutto e cipolla, una delizia per il palato che ci ha accolto nella nostra tappa. In questo caso abbiamo visitato il Museo della Seconda Guerra mondiale, fornitissimo di cimeli e di armi abbandonate dai tedeschi in paese. Un luogo che porta ancora le cicatrici di una storia violentissima. Una curiosità: pedalando sull’argine di Sermide, a un certo punto comparirà una scritta a terra lunga centinaia e centinaia di metri. Si tratta di un testo fatto scrivere qualche anno fa dalla vecchia amministrazione comunale, per donare al territorio una veste artistica e salvaguardare così gli argini dagli automobilisti, rendendoli Ztl.

Infine, prima di arrivare a Ferrara, abbiamo fatto tappa nello splendido birrificio artigianale “Bunden Brau” di Stellata di Bondeno. Qui, abbiamo potuto assaggiare dell’ottima Golden Ipa e una blanche, che – sarà che ormai avevamo già percorso 75 chilometri ed avevo davvero sete – consiglio a tutti. Un ottimo pit-stop.

Abbiamo poi raggiunto Ferrara – città che non si trova sul Po, ma è stata aggiunta volontariamente al percorso in quanto città della bicicletta, percorrendo la pista ciclabile Burana: un viale alberato che protegge qualsiasi sportivo dalla calura estiva. La serata infine si è conclusa facendo le ore piccole all’interno di Palazzo Roverella, a Ferrara, in cui il ciclista comico – nonché partecipante alla tappa di oggi – Paolo Fransceschini si è esibito per Vento all’interno dello spettacolo “Makkeroni” insieme ai Blu Train.

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2 risposte a "Girare l’Italia in bicicletta? Si può con Vento. La tappa da Mantova a Ferrara"

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  1. Sono sempre stata una runner e a causa di un infortunio che mi impedisce di correre da un anno ho scoperto la bicicletta e le ciclovie. Quelle che proponi non sono proprio nella mia zona, ma mi sto appassionando al punto che non escludo che l’anno prossimo, con un po’ di allenamento, non le possa affrontare. Adoro il concetto di turismo letto, a piedi o in bicicletta. Credo sia il modo migliore per vivere la nostra meravigliosa Italia.

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