Nimis, Colli Orientali del Friuli e Oro di Ramandolo: come scoprire un territorio divertendosi tantissimo

Nimis è un paese piccolo piccolo a nord di Udine, tremila abitanti tra le Alpi Giulie, il confine sloveno e quello austriaco. Ma nonostante le sue dimensioni, racchiude grandi meraviglie: dei paesaggi incantati, tra montagne, foreste e superfici vitate che danno origine al Ramandolo DOCG, ponti storici e cascate selvagge, prosciutti rinomati come Sauris e San Daniele, formaggi prelibati come il blu di ramandolo, tantissime osterie dall’atmosfera intima e famigliare. Proprio per presentare a tutti queste ricchezze, proprio questa settimana (metà novembre) viene organizzata la manifestazione “Oro di Ramandolo“: un tour per cantine per conoscere a ogni postazione varie realtà del territorio, dalle eccellenze a tavola alla musica suonata dal vivo, con cui ballare e cantare in un’atmosfera di festa con tutti i presenti. Una gioia di vivere tipica dei friulani che conquista persone da tutta Italia, ma non solo.

Oro di Ramandolo è una manifestazione organizzata benissimo, grazie alla regia di Bepi Pucciarelli con il supporto della Regione FVG e il Consorzio Friuli Colli Orientali. Quest’anno hanno partecipato circa 700 persone, che hanno conosciuto le cantine della zona senza faticare, visto che è compreso il servizio di un pullman che porta avanti e indietro le persone soprattutto lungo le salite più impervie. Questo metodo ha fatto sì che non si creasse mai coda all’interno delle varie postazioni, controllando il flusso di visitatori. All’interno di ogni postazione più punti di degustazione, dove assaggiare Ramandolo ma non solo: refosco, friulano, pinot grigio, piccolit e tutti gli altri grandi vini della zona, oltre a tante prelibatezze gastronomiche. In ogni punto, poi, musica dal vivo di ogni genere: da orchestre a violinisti, dalla pizzica al tango.

Come sempre, io mi sono domandata: cosa c’è di meglio di scoprire un territorio così prezioso in bicicletta? E così al posto del pulmino ho preferito partecipare alla manifestazione in bicicletta: i km non erano molti (il punto più lontano da raggiungere era circa 10 km) e anche le salite molto affrontabili. E grazie a questo ho scoperto dei panorami meravigliosi! Ecco l’itinerario seguito (che si è discostato un po’ dal programma ufficiale): siamo partiti dalla cantina “I Comelli” in centro a Nimis, punto di partenza con varie degustazioni come prosciutto di Sauris, gnocchi con formaggio e San Daniele, provola affumicata e dei fantastici tortelli alla farina di castagne. Ho proseguito poi con la salita verso l’Osteria Ramandolo (un ristorante dalla vista spettacolare e una chiesa consacrata che domina le colline vitate) dove ho potuto assaggiare farro alla zucca con fegatini (l’abbinamento con il ramandolo è super), per poi scendere e risalire verso Torlano di Sopra e il suo bellissimo ponte che ricorda il ponte del diavolo di Cividale, e poi riscendere e risalire verso la cantina La Roncaia. Qui ho assaggiato il buonissimo erborinato blu di ramandolo, fatto appunto con le vinacce dell’oro della zona. Da qui sono ripartita in bici e in pochi km ho raggiunto le distillerie Ceschia, un luogo incantato affacciato sulle colline vitate che hanno fatto da sfondo a un meraviglioso concerto di contrabbasso e violoncello. Da qui poi qualche altro km per raggiungere un luogo incantato, sempre su un promontorio che si affaccia su Nimis: la cantina Maurizio Zaccommer, con vini pregiatissimi, carne alla griglia, formaggio fuso, guanciale e polenta e gnocchi di polenta.

Di nuovo in centro a Nimis, poi, la manifestazione ha toccato l’osteria da Ridolfo, storica meta che ha proposto una zuppa di un tempo a base di cipolle e carne tritata, per poi passare a un altra cantina Comelli, ma questa volta di Andrea (il cognome è molto diffuso) dove si è bevuto dell’ottimo refosco ballando la pizzica dal vivo, per una vera notte della Taranta. Il tour si è concluso alla cantina Comelli, dove era iniziato, con una grande festa, dolci e tutti i vini assaggiati durante il lungo viaggio, ballando fino a tardi con una splendida orchestra spettacolo: non ho mai conosciuto così tanta gente piena di vita!

Ma per chi ama la bici come me voglio consigliare anche un altro itinerario, molto più lungo del tour delle cantine di Nimis, che vi farà esplorare paesaggi fantastici di Italia e Slovenia. Sto parlando di circa 100 km e 1850 metri di dislivello, quindi adatto a persone allenate ed estremamente allenante sulle salite, che si inerpicano tra i boschi disabitati della Slovenia passando anche per città da scoprire per la loro storia, come Caporetto.

Sempre partendo da questo piccolo borgo, infatti, si può raggiungere facilmente Tarcento, da dove inizia una lunga ma dolce salita (20 km, ma non supera mai i 7-8 di dislivello) che costeggia il fiume torre, incantevole per il colore della sua acqua e per i numerosi spiazzi dove prendere il sole nella bella stagione. Tra cascate e sorgenti, la salita vi condurrà prima a Musi e poi tra le falesie e i boschi ricchi di foliage a 850 metri. Attraversare questi territori è un po’ come tornare indietro nel tempo, dove le insegne sono ancora anni 80, c’è ancora il telefono pubblico (infatti il cellulare non prende) e le auto sono pochissime.

Da qui, una lunga discesa vi condurrà in Slovenia, passando per Uccea: attenzione perché se in Italia in ogni paese si trova un bar, spesso pieno di anziani che giocano a carte e sorseggiano un vinello, in Slovenia è tutto chiuso e non troverete né acqua, né cibo, né ristoro, nemmeno nei paesi. E’ un po’ come se la vita si fermasse per lasciare spazio solo alla natura, ai rilievi montani e agli animali: nessuno è in giro, probabilmente la vita sociale si svolge con altre modalità. Terminata la discesa c’è un altro piccolo tratto di salita, circa 3 km, per raggiungere poi piccoli borghi abitati (ma sempre senza attività commerciali) fino a un lungo sali scendi fino alla città di Caporetto, famosa per il suo ruolo nella prima guerra mondiale. Forse è l’unica città di questa parte di Slovenia con densità abitativa.

Da qui poi parte l’ultima, ma davvero tosta, salita che vi condurrà nuovamente al confine italiano passando per boschi incantati e i piccoli paesi fantasma come Idresca, Luico, Polava e poi in discesa fino a Savogna, Ponte San Quirino e Cividale del Friuli. Questa salita è molto pendente (la media è del 15%) anche se di soli 5 km. E la discesa è dolce e gentile, un vero spasso per un ciclista. Una volta tornati in Italia, si torna anche alla socialità dell’essere umano, con localini, ristoranti e bar ad ogni fermata (indispensabili per un ciclista). Da Cividale a Nimis, sono altri 20 km di saliscendi tra paesi meravigliosi come Faedis e Attimis, circondati dalle splendide vigne dei Colli Orientali del Friuli.

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