Il Giappone non è solo Tokyo, Kyoto, Nara, Osaka e le grandi metropoli. E’ tanto, tanto di più. Non solo si possono attraversare montagne e scoprire villaggi storici percorrendo la Nakasendo Road, ma il Sol Levante è una meta meravigliosa anche per gli amanti delle spiagge paradisiache, al pari dei Caraibi e delle Maldive. Nell’estremo sud del Giappone, infatti, sorge la prefettura di Okinawa, che a sua volta è un arcipelago di isole sub tropicali dove potrete trovare spiagge incantevoli, acqua cristallina, barriera corallina e una vegetazione selvaggia da fare invidia alle Hawaii. In pochi – non giapponesi – dedicano del tempo a queste isole, ma il mio consiglio è quello di andarci assolutamente. Non solo potrete vivere in un paradiso spendendo relativamente poco, ma addirittura potrete scoprire i segreti per vivere più a lungo dato che proprio Okinawa è uno dei luoghi nel mondo dove ci sono più ultracentenari grazie alla qualità del cibo (poca carne e pesce, tanta verdura e soba), dell’aria e all’applicazione della filosofia dell’Ikigai, ovvero la “ragion di vita”. Questo termine infatti indica il trovare, nella propria vita, il ruolo che appaga non solo dal punto di vista professionale ma anche umano, dando uno scopo alla propria esistenza in termini di supporto alla propria comunità esprimendo al massimo le proprie qualità e talenti, godendo al massimo ogni momento vissuto. Inoltre, proprio a Okinawa, nacque il karate, padre di tutte le arti marziali orientali. Ma vediamo tutto punto per punto.








Okinawa è l’isola principale, ma attorno a questa si sviluppano una serie di isole che sono il massimo per gli amanti delle vacanze marittime, vere e proprie perle isolate in mezzo alla barriera corallina dove si può fare tranquillamente il bagno fino a fine novembre grazie al caldo di questa zona di Giappone che sorge a pochi km dal Taiwan. Fino a duecento anni fa erano protettorato cinese e prima ancora facevano parte di un Regno a sè, il Regno delle Ryukyu. L’accento, lo stile di vita, la religione stessa, è infatti un mix tra tante tendenze orientali, oggi mescolate all’occidente dato che l’isola ospita importanti basi militari americane. Personalmente, nel mio viaggio, ho scelto di visitare l’isola di Miyakojima, detta anche l’Isola blu proprio perché il mare è la sua caratteristica principale ed è veramente lontana dalla civiltà.
Arrivarci è facile: si prende per forza un volo interno, da Osaka o da Kyoto, che dura tre ore. Alcuni fanno scalo a Okinawa, ma il prezzo più o meno è simile quindi vi consiglio quelli diretti. Io ho volato con la ANA, All Nippon Airways da Tokyo Haneda e ho speso 260 euro andata e ritorno. Ci sono due aeroporti d’arrivo: quello sull’isola principale, aperto tutto l’anno, e quello sull’isola di Irabu, più turistico e aperto solo durante l’alta stagione, dove arrivano i low cost (ce ne sono parecchi d’estate).
L’isola di Miyakojima in realtà non è un’isola, ma un arcipelago di piccole isole collegate tra loro tra suggestivi ponti sospesi nell’acqua turchese, tutta percorribile in bici: la distanza più lunga da un punto all’altro è di 35 km. E’ un territorio assolutamente selvaggio e poco turistico: le strutture sorgono solo su di un lato dell’isola (sud ovest), tra il campo da golf e il German village. Il resto è un susseguirsi di case di local convertiti in b&b circondati da una folta vegetazione tropicale. Ricordatevelo anche per la sera: nel resto dell’isola i ristoranti sono veramente pochi e per chi gira in bici come me è necessaria una luce perché non esistono lampioni di notte. Ma tranquilli: come tutto il Giappone Miyakojima è super sicura e anche si vi trovate completamente soli a mezzanotte non vi succederà assolutamente nulla. Anzi, potete ammirare come mai vi è successo le stelle in cielo in mezzo all’oceano, senza luci che vi daranno fastidio. Il panorama spazia da spiagge paradisiache a campi coltivati al centro dell’isola, con l’eccezione dei lunghi ponti che collegano le isole e il faro di Cape Higashi Hennazaki. Miyakojima è una delle poche isole, inoltre, senza serpenti.
L’unica città sorge al centro est dell’isola, da dove parte il ponte per Irabu Island, che forse è l’isolotto più popolato di turisti. Fuori da qui, dimenticatevi l’innovazione e la modernità giapponese: non c’è nulla se non una natura splendida e rigogliosa, piccole botteghine alimentari e spiagge completamente deserte con la barriera corallina che arriva proprio a riva. Se dovete prelevare o fare la spesa nei vari combini, potete farlo solo in città perché altrove non c’è nulla.
Personalmente ho dormito in una homestay meravigliosa, in mezzo al nulla con la padrona di casa che preparava la cena la sera per tutti gli ospiti:https://intoparitosura.okinawa/ . Si trova sulla punta sud est dell’isola, dove non c’è assolutamente nulla. Andate lì se siete avventurieri, se volete le comodità preferite la zona turistica. Se non avete la vostra bici con voi, la struttura ve ne fornirà alcune a noleggio, ma sono di tipo olandese, quindi fare molti km sarà un po’ più difficile.
Ogni spiaggia di Miyakojima è meravigliosa, lasciatevi stupire girovagando a caso in bici (ci sono pochissimi taxi, costosi e che non si muovono molto lontano dalla città). Ma ecco quelle che personalmente ho preferito e qualche consiglio per orientarvi al meglio in questo piccolo paradiso.







1 – Boraga beach
Scogli, sabbia finissima e bianca, acqua cristallina e barriera corallina. In questa spiaggia deserta ho preso il sole anche in topless perché non c’era davvero nessuno. Tenete conto che i giapponesi non amano prendere il sole, quindi al massimo li trovate a fare snorkeling in acqua, ma mentre vi stendente in spiaggia mai. In questo caso c’è anche una piscina aperta in alta stagione, circondata da fiori coloratissimi e tanta vegetazione. Si trova nel lato sud est dell’Isola, vicino alla suggestiva strada che vi conduce a Cape Higashi Hennazaki.

2 – Cape Higashi Hennazaki
Non è una vera e propria spiaggia, ma una strada lunga che vi porta al grande faro che fa da guardiano all’isola tra vegetazione, parchi giochi e delle scogliere mozzafiato. La vegetazione è tanta, così come il vento, ma lo spettacolo incredibile. All’ingresso della strada ci sono numerose spiagge prese di mira dai sub perché dotate di una barriera corallina mozzafiato. Anche in questo caso deserte: portate dell’acqua con voi.



3 – Aragusuku Beach
Forse è la spiaggia un po’ più fornita di servizi sul versante nord dell’Isola. Oltre alla barriera corallina e alla sabbia bianchissima ci sono bancarelle dove noleggiare maschere e pinne. Ci sono tavoli e lettini per poter mangiare e riposare all’ombra. D’estate è un po’ più affollata delle altre. Raggiungerla in bici è uno spasso perché si attraversano piccoli paesi veramente giapponesi, dove non si parla una parola di inglese. Un paradiso.



4 – Imgya Marine Garden
La mia spiaggia preferita, dove si può fare sup, nuoto (è una sorta di piscina naturale), ma anche arrampicarsi in cima a una collina per vedere dei tramonti fantastici. Sembra un giardino acquatico, da qui il suo nome, tra una folta vegetazione, fiori colorati e rocce ornamentali. C’è solo un piccolo ristorantino senza troppe pretese che però vi offrirà birre buonissime al tramonto.






5 – Shigira Beach
E’ la più turistica e attrezzata delle spiagge. Sorge infatti a ridosso dei grandi hotel, ma è davvero un incanto: divisa in varie calette permette di fare snorkling in vari spot caratteristici, tra rocce e barriera corallina. La spiaggia bianca e accogliente si trova vicino a ristorantini che per un giorno vi faranno sentire in mezzo alla civiltà, con gamberi buonissimi e anche ottimi calici di vino bianco.






6 – German Cultural Village
Chiamato così perché fondato dai tedeschi post guerra, questo complesso residenziale ospita addirittura un castello medievale (ovviamente non originale). La spiaggia è molto carina, ma forse la meno bella tra le tante dell’isola. Il posto è divertente perché è un susseguirsi di sentieri caratteristici tra case occidentali e scogliere che sembrano disegnate dalla forza del mare.
7 – Kurima Island
Collegata all’isola principale da un ponte sospeso sull’acqua cristallina (si possono vedere pesci e tartarughe), perfettamente ciclabile, appena ci si entra sembra di essere in un villaggio hippy colorato. L’isola infatti conta vari ristorantini e negozi di abbigliamento mare, ci sono parecchi turisti, ma se raggiungete la spiaggia di Nagamahama, sulla sponda ovest dell’isola, sarà un paradiso completamente deserto e in mezzo alla natura.





8 – Irabu Island
E’ l’isola più turistica di Miyakojima. Sempre collegata attraverso un lungo ponte sospeso nell’acqua, che parte dalla città principale, è un piccolo paradiso che unisce alle spiagge paradisiache grandiose rocce che sembrano statue e delle grotte spesso visitabili. Prima di percorrere il caratteristico ponte e ammirare il panorama nei vari punti “instagrammabili”, fate una sosta a Sunset beach, che sorge a due passi dall’hotel Hilton: è meravigliosa, bianchissima, piena di pesci colorati e di attività come lezioni di sup e di sup-yoga.


9 – Funakusu Beach
L’ultima spiaggia che vi consiglio è Funakusu, che si trova nella punta più a nord dell’ultima isola collegata a Miyakojima da un ponte carrabile e ciclabile: Ikema island. E’ sicuramente la zona più selvaggia perché più lontana da tutto e dichiarata santuario degli animali selvatici, ovviamente marini. E’ uno dei posti più belli per fare snorkeling.
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