Perché andare a Ko Bulon e cosa fare

COSA FARE E QUANDO:

  • Trascorrere una giornata in spiaggia al Pansard resort e fermarsi per il tramonto
  • Visitare il villaggio degli zingari del mare la mattina presto, quando commerciano pesce
  • Visitare la foresta di caucciù
  • Visitare la scuola tailandese, per vedere i tanti bimbi che studiano sull’isola, sempre vicino al Pansard resort
  • Fare una serata bevendo birra da Mok e suonando in jam session al Coconut bar

 

Ko Bulon è un vero paradiso. Si tratta di un’isola piccolissima sul mar delle Andamane, a un’ora dalla più famosa Ko Lipe e tre ore da Ko Ngai. Non solo per le spiagge da sogno, con sabbia bianca, palme e acqua cristallina da cartolina, ma per la follia collettiva che regna e per lo stile di vita dei suoi abitanti, gli zingari del mare.

E’ un’isola stranissima, preparatevi. Di turismo c’è n’è assai poco, prevalentemente stanziale: in pochi hanno fatto tappe da qualche giorno come me, in tanti tornano ogni anno per almeno qualche mese: hippy, persone alla ricerca di se stesse, ricconi stravaganti alla ricerca del contatto con la natura. E’ un’isola verdissima e rigogliosa, patria di gatti e di pescatori, ultima colonia degli zingari del mare, popolazione in via d’estinzione.

Attenzione: la spiaggia è paradisiaca, ma l’isola è stravagante: non c’è elettricità di giorno (compare dalle 18 alle 6 di mattina), non c’è acqua calda, non ci sono strade e bisogna muoversi attraverso sentieri nella jungla (facili da percorrere, basta abituarsi, ci sono solo tre strade in tutta l’isola). Non ci sono bancomat o cambi: prelevate prima di arrivare soldi contanti!

Ci sono solo tre spiagge: la più bella è quella rivolta a sud, dove sorge il Pansand resort. Da qui si possono ammirare splendidi tramonti, tuffarsi in un mare da sogno, raccogliere conchiglie insieme a tantissimi hippy, dormire sotto le palme e rilassarsi mangiando pesce e bere dell’ottimo vino australiano, concludendo con un massaggio thailandese in spiaggia. Si può fare snorkeling partendo direttamente dalla spiaggia e la lingua di sabbia è lunghissima e si possono fare lunghe passeggiate: attenzione però alle maree perché spostano almeno due metri d’acqua in altezza e potete non trovare più la strada del ritorno.

La spiaggia  a nord invece è una sorta di discarica: evitatela (qui si trova il Panka Bay resort, che è uno dei peggiori, ma è circondato da ristoranti ottimi e locali: si può scegliere il pesce appena pescato e farselo preparare sul momento).

C’è poi la spiaggia degli zingari del mare: alle prime ore del mattino si possono osservare commerciare pesce, mentre attraccano la loro barca roulotte. Ricordatevi che sono musulmani, quindi non visitate questa spiaggia in topless e tanto meno in bikini, potreste offenderli. Per il resto sono davvero molto ospitali.

Per arrivare a questa spiaggia, partendo dal centro dell’isola, si deve attraversare una caratteristica foresta di caucciù. Non preoccupatevi, la strada è agile, anche se vi sentirete un po’ soli visto che in pochissimi vanno a visitare questo villaggio. Per il resto tutte le strade sono ben percorribili a piedi: da una parte all’altra dell’isola si impiega circa mezz’ora.

L’isola è piena di giovani, e quindi di locali. Il più famoso è il Coconut bar: una sorta di capanna sopra agli alberi dove vi accoglierà il proprietario rasta con la sua capra. Qui si può suonare in jam session fino all’alba. Altro bar storico è quello di Mok, in una spiaggia poco frequentata e molto sassosa: qui si può bere birra per aperitivo e poi spostarsi in un ottimo vicino ristorante di pesce. I costi sono veramente irrisori.

COME ARRIVARE E COME ALLOGGIARE:

A Ko Bulon si arriva con la nave veloce partendo da Ko Lipe, a sud, che si trova a circa un’ora, oppure da Ko Lanta, circa 4 ore, seguendo la rotta Ko Ngai, Ko Mok. Ci sono collegamenti quotidiani con tutte le isole, ma bisogna specificare bene dove si dorme al conducente della nave, perché per raggiungere alcune spiagge serve un’imbarcazione a parte che vi viene a prendere sul posto (a meno che non si voglia camminare con i bagagli al centro della foresta). L’attracco è infatti proprio in spiaggia, in mezzo al mare.

I resort attrezzati sono solo tre, e molto costosi, meglio preferire i bungalow che si possono contrattare solo arrivando sul posto. Su internet si trovano varie offerte, ma io vi consiglio di non prenotare nulla e contrattare sul posto: si trovano le offerte migliori, perché molti zingari del mare (i proprietari delle case) non hanno internet. Anzi sull’isola si fa fatica a trovare una connessione wi-fi: preparatevi a rimanere isolati in mezzo alla natura per un bel po’, per un’avventura straordinaria!

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2 risposte a "Perché andare a Ko Bulon e cosa fare"

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