Tre territori, tre cantine, tre filosofie che condividono una stessa visione: quella di un’enologia che non si accontenta di produrre, ma desidera raccontare. Il progetto BAB – acronimo di Brigaldara, Altesino e Borgoluce – è nato con l’intento di tessere un dialogo tra esperienze enologiche d’eccellenza e forme di esplorazione attiva e consapevole del territorio, oltre che sportiva, come il cicloturismo e la vela. Un invito a scoprire il vino nel suo habitat naturale: immersi nella terra che lo genera, nel paesaggio che lo custodisce, nel tempo che lo plasma, tra fatica e divertimento.
Brigaldara – Valpolicella come orizzonte del gusto
Il nostro viaggio ha preso avvio dal cuore pulsante della Valpolicella, dove Brigaldara rappresenta non solo una cantina, ma una vera dichiarazione d’amore per il territorio. Dal 1928, la famiglia Cesari ne interpreta l’identità con rigore e sensibilità, su una superficie di oltre 120 ettari, di cui 47 vitati, dislocati nelle tre principali sottozone della denominazione: Valpolicella Classica, Valpantena e Valpolicella Orientale. Un mosaico vitivinicolo di straordinaria biodiversità. E non solo: nella nuova realtà Locanda Case Vecie, il vino si è fatto racconto grazie alla presentazione della nuova scommessa della cantina, che ha iniziato a investire sulla produzione di Valpolicella Superiore di alto livello, discostandosi dal trend della zona, ovvero dall’appassimento delle uve, per preferire un vino fresco e fruttato. Per l’occasione abbiamo potuto degustare anche una new entry nel mercato, il 2023, che promette grandissime emozioni, e un metodo classico di garganega, 36 mesi, che ha conquistato il cuore e il palato.





Infine, in sella alle nostre gravel, abbiamo attraversato le vigne che danno origine ad alcuni tra i più raffinati Amarone della Valpolicella DOCG (tre cru), percorrendo sentieri dove il profumo della terra si mescola a quello dell’uva in maturazione. È un modo diverso – fisico, tangibile – di entrare in contatto con la viticoltura. Brigaldara si distingue per uno stile enologico pulito, rigoroso, capace di esaltare l’identità del frutto senza sovrastrutture. Dopo una breve sosta in piscina, una lunga salita sterrata ci ha portato a scoprire un’altra perla nascosta della Valpolicella: la Villa Romana di Negrar con i suoi mosaici.





Una volta tornati alla locanda abbiamo potuto assaporare anche gli altri vini che compongono “BAB“:
Borgoluce è molto più di un’azienda agricola nella Marca trevigiana: è un ecosistema coerente, un organismo vivo che integra coltivazioni, allevamenti, trasformazione e ospitalità secondo principi di sostenibilità concreta. Mille ettari in cui l’agricoltura rigenerativa e la filiera corta diventano pratica quotidiana, non slogan. E poi c’è Altesino, che ci trasporta nelle magnifiche colline di Montalcino, in provincia di Siena. Questa cantina è un punto di riferimento per gli amanti dei grandi rossi toscani. Altesino è rinomata per la produzione di vini iconici come il Brunello di Montalcino DOCG e il Rosso di Montalcino DOC.
Navigando con le vele del passato e del futuro
A completare il fine settimana, una navigazione a vela sulle acque del vicino Lago di Garda: un passaggio liquido dalla terra al vento. Vino e vela, come due forme di attesa e di ascolto: domare la natura per usare la sua forza e le sue caratteristiche. Per l’occasione abbiamo usato due barche: Volpina III, completamente di legno, che rappresenta il passato e la storia della famiglia Cesari e della Cantina Brigaldara e la 69F, una barca a vela in carbonio con foil, che letteralmente vola sull’acqua, dominata dalla splendida Alessandra di Altesino. Il passato e il futuro della navigazione a vela a confronto. Un pomeriggio di avventura concluso con una splendida cena e la degustazione di tutti i vini BAB.







BAB non è solo un acronimo: è un’idea. L’idea che il vino sia parte integrante di una cultura del vivere, e non solo del degustare. Che ogni bicchiere possa diventare il punto di partenza per un racconto più ampio, in cui la fatica della pedalata, il silenzio della vela, la risata a tavola, la luce che filtra tra i filari siano parte di un’unica narrazione. Per chi, come me, considera la bicicletta uno strumento di esplorazione lenta e consapevole, e il vino una chiave per interpretare i territori, esperienze come questa rappresentano una perfetta sintesi di emozione e conoscenza. L’Italia è un continente enologico ancora tutto da attraversare, con il ritmo di chi sa aspettare, annusare, ascoltare.
Una bottiglia alla volta. Una strada alla volta.
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