In bici alla scoperta del Chianti Classico e San Gimignano

Da sempre la Toscana ha affascinato tantissimi ciclisti, grazie alle sue colline e ai suoi panorami mozzafiato. E all’interno della stessa regione ci sono più zone particolarmente vocate al cicloturismo, per la loro grande bellezza. Una di queste zone è il Chianti Classico, famoso non solo per il suo celebre vino Docg, ma anche per la meraviglia delle sue strade di collina, ben presentate e raccontate dalla famosa gara/evento vintage, l’Eroica. Quello che voglio fare è darvi un piccolo assaggio di questa meraviglia, proponendovi due itinerari ridotti da poter fare tranquillamente (oddio, un bel po’ di salita c’è, quindi non affrontate questi itinerari se non siete un po’ allenati) con la propria bici da strada o gravel, senza affrontare gli interi 209 km dell’Eroica, ma semplicemente per godersi uno splendido viaggio. Con tanto di degustazioni enologiche dedicate alla scoperta del Chianti Classico.

Primo itinerario: da Radda al castello di Brolio (40 km andata e ritorno, 400 m dislivello attivo)

Il punto di partenza del mio fine settimana in Chianti è stato il paese di Radda in Chianti, centro nevralgico del territorio tra Siena e Firenze, che tocca anche i comuni di Castellina in Chianti, Gaiole in Chianti, Greve in Chianti e in parte quelli di Barberino Tavarnelle, Castelnuovo Berardenga, Poggibonsi e San Casciano in Val di Pesa. Qui i panorami sembrano disegnati e le colline colorate si susseguono a borghi storici, riproponendo la storia e la tradizione italiana che va dal Medioevo al Rinascimento, condendo il tutto con una cultura enogastronomica che conquista ogni palato. A Radda ho soggiornato nello splendido hotel Palazzo Leopoldo, una dimora storica in pieno centro, dotata anche di due piscine idromassaggio esterne e una Spa. Questo paese è un piccolo gioiello tutto da scoprire, camminando e degustando. Proprio qui infatti sorge la Casa del Chianti Classico, un vero e proprio museo gustolfattivo realizzato dal Consorzio del Chianti Classico per promuovere e far conoscere l’incredibile vino Docg della zona e promuovere una tradizione più che millenaria di fare vino. L’uva, qui, era già lavorata dagli etruschi e dai romani, come dimostrano diversi reperti, per passare poi ai possedimenti terrieri dei nobili e ai piccoli appezzamenti dei contadini, per arrivare poi all’altissima qualità indicata con il marchio “Gallo Nero”, simbolo dell’intero territorio (la Docg comprende il Chianti Classico, la Riserva e la Gran Selezione). Al termine della visita, godetevi il panorama e l’ottima cucina del Bar Bistrot che si trova proprio dentro al palazzo del museo.

La cantina punta infatti sulla qualità, senza perdere la tradizione: fu proprio il Barone Ricasoli, centinaia di anni fa, a scrivere la prima ricetta per fare Chianti a cui si ispira ancora oggi il disciplinare del famoso vino composto da 80% sangiovese e per il 20% da altri uvaggi (che ora si stanno scegliendo tra gli autoctoni e non più tra gli internazionali per privilegiare il territorio). Non gli piace parlare di bio o naturale: Francesco Ricasoli non crede a queste classificazioni più modaiole che pratiche, ma crede nella scienza e nelle coscienza: non usa chimica, solo fertilizzanti organici autoprodotti, utilizza tecnologie innovative per la lotta a funghi e parassiti attraverso stazioni meteo locali, satelliti e atomizzatori. E all’interno della cantina, ospita pure un museo della bicicletta legato all’Eroica.

Secondo itinerario: da Radda a Sangimignano (70 km andata e ritorno, 1200 m dislivello attivo)

Il secondo itinerario che vi propongo è meraviglioso, ma attenzione: se da Radda andate verso Sangimignano troverete molta discesa e ci metterete poco più di un’ora a percorrere 30 km, se invece da Sangimignano andate verso Radda vi attendono circa 700-800 metri di dislivello attivo, con strappi con una pendenza elevata (15-18%) e impiegherete circa 3 ore.

Il panorama, però, vi ripagherà di ogni fatica. Passerete prima per Castellina in Chianti dopo un saliscendi: dalle nobili origini etrusche alle lotte medievali, questo paese è tutta una sorpresa e vero museo a cielo aperto. Poi imboccherete la discesa fino a Poggibonsi: circa 10 km di divertimento o passione (dipende in che senso li fate). La prima cosa che noterete è il fatto che il Chianti è una zona verdissima: alle famose vigne si alternano tantissimi boschi, con fronte di alberi che vi proteggeranno dalla calura, e vi regaleranno atmosfere quasi da montagna. Non appena la vegetazione si dirada, però, spunterà il classico panorama toscano fatto di colline, vigne e campi di grano che vi conquisterà il cuore. La strada, sinuosa tra la natura, vi regalerà emozioni meravigliose.

Infine, da Poggibonsi a Sangimignano sono 15 km abbastanza trafficati, esclusa la collina di Pietrafitta che è un incanto e dove vi consiglio di pernottare se non volete tornare indietro. Il segreto di Pietrafitta è un agriturismo meraviglioso tra le colline e i vigneti, con una piscina enorme, campi di lavanda, un prato per riposare e osservare la magia della natura. Riposare lì è rigenerante, sia per l’atmosfera naturale, sia per l’amore che i gestori mettono in ogni dettaglio, dalla cena all’arredo, che vi coccolerà e vi strapperà dalla quotidianità. E’ nuovo, aperto nel 2015, e ogni anno vengono apportate molte migliorie e ristrutturate nuove camere.

Con una piccola salita, infine, sarete a Sangimignano, vera perla medievale della Toscana: passeggiare e perdersi per il suo centro storico è la cosa più bella che si possa fare a tutte le ore del giorno.

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