Conoscere una Rovigo da sogno con Rovigoracconta

COSA FARE E COME:

  • Prendere le ferie il primo weekend di maggio e trascorrerlo per le vie del centro di Rovigo: scoprirete una realtà dinamica fatta di giovani entusiasti che credono nei loro sogni al punto di realizzarli
  • Abbinare i concerti alle presentazioni di libri, ballare nelle piazze fino a mezzanotte e affollare i teatri per i vari incontri
  • Scoprire i tanti bar e ristoranti di Rovigo che per questo fine settimana offrono menù convenzionati e particolari degustazioni enogastronomiche legate al territorio del Delta del Po
  • Scoprire gli altri tesori nascosti di Rovigo, come le mostre ospitate a palazzo Roverella, l’Accademia dei Concordi, le vecchie mura e i giardini delle Due Torri, il tempio della Rotonda e i vicoli del centro storico.
  • Lasciarsi sorprendere e travolgere dalla magia della poesia. E se volete potete portarvi a casa anche un pezzettino di moquette arancione come ricordo

 

In questo blog voglio parlare anche di mete meno turistiche e frequentate. E trovo giusto invitare tutti voi a visitare la mia città, Rovigo, spesso maltrattata e sconosciuta, a maggio. Il primo weekend di maggio. Perché? E’ il weekend in cui si svolge Rovigoracconta: quattro giorni che vi faranno girare l’Italia e il mondo attraverso l’arte, la letteratura, la musica, il teatro, la creatività a 360 gradi. E che dimostrano come i giovani, se si uniscono, possano davvero cambiare il mondo.

Questo articolo del mio blog non sarà un riepilogo giornalistico di ciò che si è svolto nell’edizione di quest’anno di Rovigoracconta. Sono usciti centinaia di articoli a riguardo, potete tranquillamente cercarli in internet: vi parleranno di quanto è stato bello festeggiare la Rugby Rovigo, il vero patrimonio collettivo della nostra città (piccolo spazio pubblicitario: potete leggere come nasce l’amore per il rugby a Rovigo nel mio libro, Il cuore sotto la maglia, disponibile in tutte le librerie Polesane o su Amazon); ballare fino a mezzanotte con la musica di Saturnino, bassista di Jovanotti, che ha proposto una selezione musicale che finalmente ha ribaltato la dance da discoteca; ascoltare le canzoni di Colapesce abbinate alle illustrazioni di Baronciani in un concerto disegnato; ascoltare le canzoni di Brunori Sas alternate alle letture di Catalano. Gli appuntamenti sono stati più di 50: inutile elencarveli tutti, ormai si sono conclusi e raccontarveli non sarebbe poetico tanto quanto come viverli. Ma voglio spiegarvi perché questo fine settimana di maggio si è trasformato in un punto di riferimento per la città, ha attirato 40mila persone da ogni parte d’Italia e soprattutto perché, il prossimo anno, non dovete perdervelo: prendete le ferie e venite a Rovigo, vi assicuro che sarà uno dei viaggi più entusiasmanti della vostra vita.

Quindi, perché visitare Rovigo il primo weekend di maggio? Avete presente quei problemi per cui tutti i residenti delle città di provincia italiane si lamentano? “Il centro sta morendo, non c’è mai nulla di nuovo, i giovani non trovano mai spazio con le loro idee e sono schiacciati in una realtà grigia, i bar devono chiudere presto per sottostare a ordinanze idiote e la musica non può invadere le strade, l’unica cosa che si può fare e bere un aperitivo, l’unica forma d’arte che si può sfruttare è quella main stream perché l’unica che fa guadagnare, i sogni vengono spezzati da una realtà che non li valorizza” e via dicendo? Ecco, Rovigoracconta ha spazzato via tutte queste cose in un unico weekend. E ha dimostrate che se le persone si uniscono, con la voglia e la forza di mettersi in gioco, alla fine i loro sogni li realizzano. Non senza difficoltà: per quello Mattia Signorini e Sara Bacchiega, anima – cuore e braccia di questo festival, meritano un applauso. Non si sono fermati davanti alle difficoltà, ma le hanno superate, migliorandosi ogni anno. E un applauso però lo merita anche tutta la città che ha partecipato e animato questo festival: dai tanti artisti locali, perle non ancora scoperte e non ancora famosi, che hanno portato il proprio cuore su di un palco o durante una performance, credendo nel progetto, agli sponsor che hanno finanziato il tutto dando un’opportunità a chi si è messo in gioco, alle tante attività locali che hanno remato dalla stessa parte (cosa non semplice in una città di provincia).

Ecco, vi consiglio di visitare Rovigo durante il primo weekend di maggio per essere travolti da ondate di creatività, che vi faranno emozionare, ragionare, conoscere astri nascenti del panorama culturale, divertire. Potrete scoprire una città prima sconosciuta, ascoltare le parole del vostro scrittore preferito e innamorarvi di un emergente ancora sconosciuto. Potrete scoprire cibi deliziosi come quelli tipici del Delta del Po, ancora sconosciuti in Italia, e restare sorpresi da una stella cadente che ha scelto di cadere proprio nel momento in cui in tutte le piazze erano invase dalla musica di cantautori indipendenti. Potrete scoprire forme d’arte che prima non conoscevate, come video – illustrazioni – poesie – fotografie che creano felicità. Potrete trovare gente di tutta Italia radunata in una cittadina di 50mila abitanti, conoscerla, chiacchierarci e scoprire qualcosa di nuovo. Potrete vedere tanti sorrisi, tanto entusiasmo, tante emozioni, tanta felicità nelle persone che fanno e credono di poter fare qualcosa per migliorare le cose.

Rovigoracconta in fondo è una lezione di vita: la creatività e la curiosità possono salvare il mondo. Così come hanno salvato Rovigo dal suo grigiore, lo possono fare per l’anima di ciascuno di noi.

 

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