In bici alla scoperta di Palmanova, Aquileia e Grado (e la sua doc)

Si chiama Friuli Aquileia Doc e questa denominazione comprende il meraviglioso territorio di pianura che si estende dalla laguna di Grado alla città fortezza di Palmanova. Una zona di grande valore storico, basti pensare al passato romano di Aquileia, la grande capitale del Nord, naturalistico ed enogastronomico, che ho voluto scoprire come sempre in bicicletta per vivere al meglio ogni emozione e ogni sensazione.

Prima di tutto, non fatevi ingannare dal fatto che il territorio sia pianeggiante: la variabilità di tipologia di terreno, che porta ad alternare a pochi metri di distanza venature ghiaiose con marne e argille, e le condizione pedoclimatiche (escursione termica, vicinanza al mare, ventilazione) sono particolarmente adatte alla coltivazione della vite dall’antichità. E il vino prodotto è davvero eccellente, anche grazie a tante cantine – di piccole e medie dimensioni – che tanto stanno investendo per innalzare sempre di più la qualità dei propri prodotti. Pinot bianco, Chardonnay, Malvasia, Traminer, Sauvignon, Friulano, Cabernet, merlot e Refosco sono i vitigni più diffusi della Doc e ogni anni, grazie al Consorzio vini Aquileia viene realizzata una selezione di 12 bottiglie (da sommelier esperti e assolutamente alla cieca) per promuovere al meglio le più grandi eccellenze della denominazione. Onestamente, li ho assaggiati tutti e 12 (e anche di più) e devo ammettere che freschezza e mineralità la fanno da padrone, anche nei rossi più strutturati.

L’itinerario che ho seguito in bici, quindi, oltre ad aver toccato le principali attrazioni turistiche, è passato anche per le cantine più strutturate per l’accoglienza e la degustazione di queste prelibatezze. Sono partita proprio dalla cantina/agriturismo Ca’ Bolani, a Strassoldo, una vera perla ristrutturata in mezzo alla natura e circondata da un viale di cipressi da far invidia alla toscana. Da qui ho proseguito su strada bianca fino a Strassoldo, visitando la via dei Castelli e i suoi storici edifici, per poi imboccare una strada di campagna poco trafficata che mi ha condotto fino alla frazione di Privano. Da qui, una comodissima ciclabile mi ha portato fino alle mura di Palmanova: per gli amanti del gravel e della mtb un vero parco giochi. Le mura infatti sono circondate da single track e strade sterrate immerse nel verde che non fanno rimpiangere le colline. La tappa Strassoldo – Palmanova è di circa 6 km, ai quali vanno aggiunti altrettanti km se si percorre tutto l’itinerario delle mura.

Da Palmanova ad Aquileia poi ho riscelto strade di campagna per “scendere” verso il mare, preferendo alla ciclabile lungo la statale le stradine – anche sterrate – che mi hanno portato in mezzo a vigneti e borghi quasi disabitati, ma ricchi di fontanelle (il terreno qui è ricco di risorgive naturali di acqua freschissima!). Sono quindi passata per delle perle, piccole ma meravigliose, come Novacco, Alture, Saciletto, Villa Vicentina, San Lorenzo. Per poi arrivare alla grande meraviglia: Aquileia, con la sua basilica romana, i suoi mosaici, il suo cimitero dedicato al milite ignoto e alla sua grande storia. Tutto il percorso è lungo circa 15 km.

Proprio in questa zona ho visitato due cantine, meravigliose per accoglienza e qualità del vino: la cantina Puntin, patria dei gatti e dell’artigianato, e la cantina Tarlao, ospitalissima e ricca di opere d’arte con tanto di valore ambientale (ospita infatti il primo albergo per insetti, per favorire l’agricoltura biodinamica). Proprio da queste cantine arrivano varie bottiglie che fanno parte della selezione operata dal Consorzio: il pinot bianco “Poc ma bon“, fresco e minerale che vi disseterà nelle giornate più calde con i suoi sentori floreali, l’aromatica e fresca Malvasia “Ninive” e il più strutturato, ma molto elegante, refosco dal peduncolo rosso “Mosaic” per la cantina Tarlao; il Friulano dalla grande mineralità e il fresco ed ed erbaceo Cabernet Franc per la cantina Puntin.

Da degustare, per comprendere a fondo le altre sfumature del territorio, anche gli altri vini della selezione: lo chardonnay “Elvine” della cantina Barone Ritter De Zahony (morbido e soave come uno chardonnay deve essere), il Riesling di Vini Brojli, con i suoi sentori semiaromatici che conquistano naso e palato, l’elegante Traminer aromatico di Mulino delle Tolle che restituisce tutto il salmastro del vicino mare, il Merlot della cantina la Corta, il Refosco dal peduncolo rosso superiore e il riserva della cantina Valpanera, il rosso Firmino (50% refosco – 50% merlot) fresco e fruttato della cantina Terre di Palazzatto.

Siete pronti ora per il gran finale? Sì perché pedalare da Aquileia a Grado è un vero spasso: una comoda ciclabile vi porterà prima in mezzo alla storia e poi in riva al mare, passando poi sopra all’acqua fino a raggiungere la spiaggia e il porto di Grado, che si ergono proprio in mezzo alla laguna (simile a quella di Venezia). Si tratta di 10 km molto tranquilli, circondati da bellezze naturali. La distanza è di circa 10 km.

Una volta arrivati al porto, poi, prendete una barca (un taxi o il servizio di trasporto turistico, ma attenzione all’orario perché i passaggi sono limitati): una serie di isolette fantastiche, dove troverete i famosi casoni (alcuni dei quali ancora abitati), vi attenderà per arricchire di bellezza la vostra giornata. Proprio uno di questi casoni, raggiungibile solo in barca, è il tradizionale ristorante “Ai Ciodi” (https://www.portobusoaiciodi.it/) che vi offrirà meravigliosi piatti tipici di laguna, che gli sono valsi la vittoria al programma tivù “Quattro ristoranti”.

Per le splendide foto di questo reportage va un grazie speciale a Michele Grimaz: date un occhio al suo portfolio https://www.michelegrimaz.com/

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