Alla scoperta della Macedonia in bici. Skopje: un salto indietro nel tempo

Immaginate di poter premere il tasto “rewind” e tornare nell’Italia degli anni 50, quando tutto stava crescendo e il Bel Paese era diviso tra città in espansione e una campagna povera e contadina, piena di tradizioni, ma anche di una natura selvaggia e animali ormai dimenticati. Ecco, visitare la Macedonia porta a fare proprio un salto indietro nel tempo, vedendo città in espansione e con locali alla moda come Skopje, WiFi e musica alta, a fianco di piccoli paesi dove si vive di pochissimo, tra campi coltivati, natura incontaminata, tartarughe e cicogne che attraversano la strada, ma ahimè anche tanta spazzatura.

Paese dai mille volti e mille contrasti, oltre che da tantissime etnie e religioni (la macedonia di frutta, in Italia, si chiama così proprio perché ispirata dal paese che dai tempi di Alessandro Magno ha creato il concetto di multiculturalità): come in tante occasioni ho voluto visitare la Macedonia in bici per cercare di capirla e assaporarla in modo lento, silenzioso, ascoltando più che parlando. E così ho fatto: ho preso un comodo volo WizzAir da Bologna (e davvero molto economico, è ancora una tratta alla portata di tutti), ho caricato la bici e sono atterrata nella capitale dello stato più a Sud dei Balcani, l’unico ad essere uscito dall’ex Yugoslavia senza affrontare la guerra del ’91, perché produttore del solo 5% del Pil dell’ex regno socialista.

Arrivare dall’aeroporto alla città è molto semplice: 20 km di strada, quasi tutta asfaltata, senza dislivello. E già da lì inizierete ad assaporare cos’è la Macedonia e il suo mix di stili: bar e parchi pieni di persone che chiacchierano, animali che vi salutano, volti dai lineamenti molto diversi tra loro. Piccolo approfondimento per tutti coloro che vogliono viaggiare in bici in Macedonia: le strade sono tranquille, le auto molto veloci e bisogna prestare attenzione come un po’ ovunque, ma nulla di infattibile. C’è molto dislivello (considerate che è un paese montano) e, d’estate, si possono raggiungere tranquillamente i 40 gradi: scegliete strade alberate o comunque evitate di viaggiare dalle 13 alle 15. Ci sono molti cani randagi, ma cercano solo cibo, non attaccano l’uomo.

La prima tappa di cui vi parlerò è quindi Skopje, la capitale. Una città abbastanza piccola e semplice da girare, soprattutto in bici, con un centro storico “nuovo” esteticamente prorompente (si viene accolti da una fontana gigantesca raffigurante Alessandro Magno a cavallo), circondato da edifici neoclassici recentemente ricostruiti che ospitano i musei più importanti della città, e un centro storico “vecchio” con tanto di mercato orientale, bazar e negozi di oro, con vie a gradoni lastricati. Due cuori separati dal fiume Vardar, che attraversa la città seguito da una bellissima ciclabile percorribile a qualsiasi ora del giorno e della notte.

La notte è infatti un momento molto amato dalla capitale: si riempie di macedoni (non troppi turisti) che vogliono uscire, socializzare, fare festa. E così si trovano sia ristoranti di alto livello sul lungo fiume (ma per noi italiani dal costo medio basso, ed è una vera goduria), sia locali dove bere cocktails o Rakija (la grappa macedone), sia Kafanas dove mangiare cibo tipico (in realtà in centro non ce ne sono più, bisogna uscire un po’ dalla città per trovare quelle autentiche). Sempre vicino al centro, poi, un bellissimo parco con dei laghetti artificiali che ogni giorno ospita eventi, manifestazioni e bancarelle di cibo e cocktail. E’ un paese giovane, in via di sviluppo, e si vede dalla voglia di socializzare delle persone che è in vero fermento.

La Macedonia è ancora un melting pot di razze e religioni: per il 60% ortodossa, 30% islamica, ospita albanesi, kosovari, greci e turchi. E lo si respira dalle tante tradizioni enogastronomiche che si trovano mescolate in ogni locale, con contraddizioni e una varietà mai vista, accompagnata sempre da una grande voglia di socializzare. Unica cosa realmente nazionale è il vino: una grande tradizione che affonda le radici nell’epoca di Alessandro Magno, portata avanti anche dal socialismo (la Macedonia era il paese che produceva vino per tutta l’area socialista) e che ora sta crescendo con tante nuove aziende a conduzione famigliare.

A fianco della produzione enologica, c’è quella gastronomica, soprattutto di frutta e verdura: i prodotti macedoni sono davvero saporiti e freschissimi, vi consiglio di visitare il Green Market (a due passi dalla chiesa di San Clemente) e assaggiare tutto ciò che potete, tanto i commercianti vi offrono sempre qualcosa.

Purtroppo anche questa città ha il suo rovescio della medaglia e le sue ferite: lo dimostrano le baraccopoli appena fuori dal centro storico piene di persone di etnia Rom o provenienti dal Kosovo, che spesso si vedono elemosinare in centro città. Un contrasto terribile, visto che proprio di fronte, dall’altro del fiume, ci sono ristoranti e hotel di lusso. Stessa cosa vale per gli animali: tantissimi i cani randagi lungo le strade, si stanno iniziando a prendere provvedimenti ora per la loro sterilizzazione, così come comunità di gatti dentro i cassonetti a rovistare per del cibo. E tanta, tantissima, spazzatura abbandonata per strada. Parlando ho scoperto che, purtroppo, dal ’91 (anno di caduta del socialismo) i servizi di gestione e raccolta rifiuti non sono cresciuti di pari passo rispetto alla produzione dei rifiuti, aumentata esponenzialmente con l’arrivo di supermercati e packaging capitalistico. Ma piano piano, tutti i comuni si stanno attrezzando.

Di seguito, in elenco, le cose da vedere e non perdere a Skopje: per fare tutto, se si ha una bicicletta, basta un giorno.

  • Centro storico nuovo attorno a Macedonia Square, con le sue statue, i suoi ponti e i suoi edifici storici (anche se in realtà sono tutte ricostruzioni visto che la città è stata distrutta da un terremoto nel ’63)
  • Il centro storico antico, con il suo vecchio bazar, le vie piene di negozi e brulicanti di vita, la fortezza e i locali più turistici, oltre che a moschee e locali di Sciscià
  • La ciclabile lungo il fiume Vardar, fino ad arrivare al parco cittadino Skopje City Park e osservare pescatori, sfilate di moda, eventi e giovani runner
  • La chiesa ortodossa di San Clemente e i suoi bellissimi e coloratissimi affreschi. A pochi passi, poi, non perdetevi il Green Market per assaggiare frutta e verdura macedone
  • Se vi rimane un giorno in più, prendete una bici o un taxi e andate a visitare il bellissimo Canyon Matka, alle porte della città: un fiume incastonato tra le rocce.

Dove dormire a Skopje?

I prezzi sono davvero bassi e si può dormire davvero ovunque. La moneta corrente è il Dinaro Macedone, ma finché si rimane in città non è necessario cambiare: accettano tutti il pagamento con carta anche per le spese più piccole e, nei casi di emergenza, accettano i pagamenti in euro. Personalmente ho alloggiato all’hotel Ambassador, nel pieno centro della “movida” macedone. Se visitate Skopje d’estate ricordatevi che di giorno c’è un caldo infernale e, visto che i prezzi lo consentono, scegliete un hotel con la piscina.

Come spostarsi?

Se non avete la bici, come me, o anche se per qualche tappa volete riposare, esiste il servizio di bus che vi porterà un po’ ovunque anche se con tempi molto rilassati. Se volete caricare la bici nell’autobus, però, è a discrezione dell’autista: vi consiglio di andare la mattina presto alla stazione dell’autobus e chiedere ai vari conducenti se hanno posto, in genere con una mancia lo trovano. I treni, invece, sono pochi e non adatti al trasporto di nulla.

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